Il piano strategico di sviluppo predisposto dal Consorzio industriale provinciale di Sassari nell’area produttiva di Porto Torres prosegue nell’ambito nel progetto di riconversione e riqualificazione industriale. Ieri mattina è stata aggiudicata la gara d’appalto per la demolizione del vecchio stabilimento Ex Cementir, lavori assegnati all’Associazione temporanea di impresa  che come capogruppo Giuseppe Angius Costruzioni srl, la società con sede legale a Sassari. Manca solo la firma del contratto, prevista entro il mese di novembre, e il rudere industriale di via Vespucci verrà smantellato per restituire quelle aree a nuove intraprese.

Dall’aggiudicazione dell’appalto trascorrerà un massimo di 180 giorni per la demolizione della struttura, abbandonata da più di quarant’anni. Successivamente verrà predisposto il piano di caratterizzazione, necessario per verificare lo stato ambientale dell’area e individuare eventuali interventi di bonifica. Lo ha annunciato la presidente del Consorzio industriale di Sassari, Simona Fois, intervenuta ieri mattina insieme al direttore Salvatore Demontis, in occasione della audizione nella commissione consiliare Attività Produttive, presieduta da Giovanna Manca.  Entra nel vivo il processo di dismissione delle vecchie fabbriche e il piano di decommissioning,  ovvero la demolizione delle strutture sovra suolo fino ad un metro di sottosuolo. La spesa stimata da un perito del tribunale di Sassari per la dismissione degli stabilimenti fatiscenti da tutte le aree in corso di retrocessione è di 23 milioni di euro, circa 188 ettari in cui insistono  gli immobili in stato di degrado.

«La procedura di retrocessione, avviata dal Consorzio industriale nel 2022 e dichiarata legittima con sentenza del 2025 dal Consiglio di Stato, ci consente di recuperare nuove aree da destinare a nuove attività imprenditoriali», spiega Simona Fois «per attuare le intenzioni sottoscritte nel Piano di riconversione industriale avevamo necessità di riacquisire spazi, perché l’ampliamento delle possibilità di nuovi insediamenti si sviluppa grazie a nuove aree da restituire a nuoveintraprese». Di circa 1.350 ettari di superficie dell’area industriale di Porto Torres, circa 1.280 erano di proprietà del gruppo Eni, a cui sono state retrocesse 273 ettari dal Cipss e altre aree sono in fase di riacquisizione. «Di particolare rilievo – aggiunge la presidente del Consorzio industriale - il progetto di riqualificazione del waterfront industriale di Porto Torres, per il quale il Cipss ha aggiudicato l’incarico per la progettazione del decommissioning, la dismissione delle vecchie strutture industriali per il successivo recupero delle aree in cui si trovano la ex Ferriera Sarda, Nuova Scac e Vianini, per una superficie di 10 ettari».

L’incarico è stato assegnato al raggruppamento temporaneo d’imprese Beeng Consorzio Stabile Scarl - IPE Engineering - IPE Consulting. L’affidamento della progettazione si inserisce nel più ampio programma di recupero del waterfront industriale di Porto Torres. Nell’area, compresa nel Sito di Interesse Nazionale, sono presenti complessivamente circa 46 ettari di siti industriali dismessi, occupati da ruderi e strutture in stato di abbandono. La programmazione strategica del Consorzio individua le filiere produttive per il rilancio del territorio nella bioeconomia, nella economia del mare e in quella circolare, nello sviluppo sostenibile e in parte nella transizione energetica. In particolare l’Ente consortile punta alle opportunità legate alla nautica navale e alla cantieristica. L’ultima novità è rappresentata dal bacino di carenaggio galleggiante, unico in Sardegna, un avviso pubblico che prevede la realizzazione di un Distretto della Diportistica del Nord Sardegna presso il molo di Levante del porto industriale di Porto Torres, destinato ad accogliere un polo specializzato nel refit e nella manutenzione straordinaria delle imbarcazioni da diporto, comprese quelle di grandi dimensioni.

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