Schiacciato dal muletto nell’ecocentro di Sassari, chiesto il proscioglimento per i dirigenti di “Ambiente Italia”
Verso la fase finale il procedimento sulla morte di Gianuario Derudas, per i periti non ci sono state irregolarità da parte dell’aziendaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Proscioglimento ma con formula dubitativa nel processo per la morte di Gianuario Derudas, schiacciato dal muletto nell’ottobre 2021 nell’ecocentro di via Ariosto a Sassari. Il pm Paolo Piras ha sollecitato questa conclusione per gli imputati di omicidio colposo, Enrico Besta e Stefano Soro, dirigenti di “Ambiente Italia”, la società che gestisce il servizio di conferimento rifiuti in città.
La richiesta è giunta dopo la perizia, disposta dal giudice Paolo Bulla, ed esposta dal tecnico incaricato che doveva rispondere su due quesiti. Si trattava del presunto mancato controllo sull’uso delle cinture di sicurezza e in merito all’impiego del muletto, nel giorno dell’incidente, in una pendenza che non sarebbe stata consentita dal manuale tecnico. Sulle questioni non sono state ravvisate irregolarità, come anche sostenuto dall’avvocato della difesa, Massimo Pellicciotta, nella discussione pre-perizia dove la magistrata Erica Angioni aveva chiesto un anno e 4 mesi per entrambi gli accusati.
«Le cinture erano integre e funzionanti - ha dichiarato ieri in Aula il legale del foro di Milano - E si poteva impegnare quella pendenza seguendo le regole dell’azienda». Il 20 settembre sono calendarizzate le repliche e forse la sentenza.
