No al patteggiamento per i due truffatori. Il giudice Giuseppe Grotteria, oggi in tribunale a Sassari, ha rigettato l’anno e 6 mesi concordati dal pm Gianni Caria coi legali Anastasia Fara e Ferdinando Savino.

Una misura pattuita per il 32enne napoletano e il 20enne di Cassino che, lo scorso novembre, hanno tentato di truffare un anziano di Osilo. Contattandolo al telefono e sostenendo che la figlia avesse investito in auto una persona e che questo si trovasse «in gravi condizioni»: «Paga 14mila euro - gli aveva detto il più grande della coppia simulando di essere un avvocato - per non farla andare in carcere». 

E così l’uomo, raggiunto dal più giovane dei due, aveva consegnato 5mila euro oltre a 2500 euro in gioielli. Il raggiro era emerso presto perché la figlia, ignara di quanto successo, si era messa in contatto con il padre. I carabinieri, allertati subito, avevano bloccato i due a Sassari mentre erano in procinto di occultare la refurtiva.

Gli indagati, dopo la direttissima e la convalida dell’arresto, avevano ricevuto dal giudice di allora il divieto di dimora nell’isola e la derubricazione del reato da estorsione a, appunto, truffa. Con la decisione di oggi il loro procedimento, visto che il gup non ha ritenuto congrua la pena stabilita, deve ripartire con un altro giudice. Intanto, mentre l’avvocata Fara ha scelto la strada del giudizio abbreviato, il collega si è riservato la decisione.

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