Sassari, posa di due pietre d'inciampo in ricordo di due vittime della persecuzione nazifascista
Le pietre in memoria di Dino Col e Giovannico Biddau sono state collocate davanti al Liceo AzuniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Posate due pietre di inciampo, oggi a Sassari, in memoria di altrettante vittime della persecuzione nazifascista durante la seconda guerra mondiale, Dino Col e Giovannico Biddau. Dopo la cerimonia nel Dipartimento di Agraria dell’Università i partecipanti all’iniziativa si sono spostati in via Rolando, davanti al Liceo Azuni, in cui entrambi i deportati avevano studiato.
Qui sono state collocate le pietre d’inciampo, blocchi ricoperti da una piastra di ottone su cui sono riportati i dati biografici della vittima, la data della deportazione, il luogo e la data di morte. In città, fino ad adesso, vi era soltanto una pietra d’inciampo, quella dedicata a Zaira Cohen Righi, ex docente proprio dell’Azuni. A promuovere l’evento odierno, che ha visto la presenza del sindaco, Giuseppe Mascia, e dei familiari di Col e Biddau, sono stati i responsabili delle associazioni antifasciste Alberto Bocchetta (Anppia), Antonello Lullia (Issasco), Carmen Meloni (Aned Milano) e Thomas Arras (Anpi).
Dino Col, sassarese, classe 1904, laureato in Giurisprudenza, diviene vice pretore a Sassari e Iglesias e pretore di Sampierdarena nel 1936. Dopo l’armistizio dell’8 settembre entra nei Volontari Armati Italiani divenendo partigiano nelle formazioni autonome della Sesta zona operativa. Arrestato nel 1944, viene imprigionato nel carcere di Marassi e, dopo il passaggio dal campo di Bolzano, caricato su un treno diretto verso il sottocampo di Leitmeritz in Repubblica Ceca.
Il convoglio si scontra con un treno merci vicino a Wiesau, nell’Alto Palatinato, e nell’incidente muoiono 57 deportati, mentre 80 sono i feriti gravi, tra cui Col che perderà la vita nel campo di concentramento di Flossenburg il 31 dicembre 1944. Al magistrato sono state intitolate vie cittadine a Genova e a Sassari.
Giovannico Biddau, invece, nasce a Ploaghe nel 1896, è stato un ufficiale durante la Grande Guerra, e morirà a Flossenburg il 4 aprile 1945. Dopo la firma dell’armistizio è catturato dai tedeschi, condotto il 7 ottobre 1943 a Sarajevo e successivamente trasferito all’Oflag (campo ufficiali) di Wietzendorf, in Bassa Sassonia, dove giunge il 14 ottobre 1943.
Un rapporto del 22 giugno 1945 riporta che il colonnello Biddau è stato ritenuto responsabile di un’azione antigermanica compiuta all’atto della cattura e per questa ragione viene trasferito a Flossenbürg, dove arriva il 18 agosto 1944 morendo, come scritto, 7 mesi più tardi a causa di una malattia non curata. Giovannico Biddau è ricordato da un cippo posto sul Colle di San Giusto a Trieste e da una lapide nel cimitero di Sassari.
