Sassari, carabiniere accusato di concussione e falso: la testimonianza in aula
Nel 2022 una relazione di servizio, poi rivelatasi falsa, dove si imputava a un appuntato della stazione un comportamento scorretto: «Era tutto uno scherzo»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Scherzo o reato? Sta entrando nel vivo a Sassari il processo che vede imputato l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Alà dei Sardi, imputato per concussione e falso in atto pubblico. A testimoniare, ieri in tribunale, proprio l’accusato, che ha il grado di maresciallo e che, nel frattempo, si trova in servizio nel nord Italia.
La vicenda verte intorno a 18 fogli, tutti uguali, preparati dal sottufficiale nel 2022, in cui aveva scritto una falsa relazione di servizio dove si imputava a un appuntato della stazione un comportamento scorretto.
«Era tutto uno scherzo- riferisce il maresciallo in aula davanti al collegio, presieduto da Giancosimo Mura, a latere Sara Pelicci e Stefania Mosca-Angelucci- Lo si capisce dall’intestazione alla procura militare e al comandante, oltre che dall’assenza di numero di protocollo, che non si fa mai in questi casi».
Ma soprattutto dal contenuto, aggiunge rispondendo alle domande del suo difensore, il legale Giuseppe Onorato. Sarebbe difficile, si sintetizza, ravvisare un senso in quella nota, da un’accusa al sottoposto di usare lo smartphone in servizio all’arrivo di bambini che suonano il campanello della caserma, con un evidente salto logico.
«Una cosa fasulla. Carta straccia», dice, sostenendo poi di aver compiuto la beffa come reazione alle critiche che avrebbe fatto il sottoposto nei suoi confronti con altri militari perché sarebbe spesso arrivato in ritardo alla stazione.
Il problema però, vagliato ieri in aula, è se l’altro avesse avuto modo di leggere quel foglio o se, invece, gli fosse stato soltanto esibito a distanza da una cartellina con tanto di minacce di potenziali procedimenti disciplinari. «L’aveva letto- riferisce il maresciallo- e aveva avuto una reazione disorientata».
Nel corso del dibattimento, si sta approfondendo anche questo fattore, relativo al ritrovamento delle cartelle, nel 2023, dopo il trasferimento del maresciallo in altra caserma. In aula il pm Angelo Beccu ha poi riferito di un altro foglio, sempre stilato dall’imputato, di cui la parte offesa nel processo avrebbe dovuto sottoscrivere le parole. Una sorta di scusa, in sostanza, per le accuse mosse al maresciallo. Altrimenti, avrebbe detto l’imputato, “ti renderò la vita impossibile”. «Ma non è stato così», sottolinea il sottufficiale, rimarcando che si trattava di un altro scherzo e di come in realtà l’appuntato avesse avuto le domeniche a disposizione. «Abbiamo avuto in seguito buoni rapporti. Mi chiedeva pure consiglio e poi, dopo un anno e mezzo, è arrivata la denuncia».
Ad assistere la parte civile è l’avvocato Orlando Ugone.
Il prossimo 27 maggio si terrà una ulteriore udienza con due testi a difesa.
