Bolletta mostruosa di Abbanoa per una signora che vive nella borgata della Nurra a Sassari. Quasi 113mila euro da pagare per un presunto consumo, nel trimestre 2014, da 34milioni di litri d’acqua, cifra ben superiore ai 200mila annuali di una famiglia media italiana.

L’avvocato della donna, Giuseppe Murineddu, rimarca che il computo era conseguenza di un evidente errore, soprattutto perché si trattava di una utenza domestica. Oltretutto sulla vicenda pesa che, riferisce, riscontrate le anomalie e cessata la fornitura, l’azienda si era portata via il misuratore senza coinvolgere l’utente.

La proposta di transazione viene rifiutata da Abbanoa, che sostiene come quella somma sia frutto di reali letture, e non resta che finire in tribunale. In tribunale a Sassari, dopo la consulenza del perito, il giudice concludeva come non c’era prova della corretta funzionalità del contatore, ritenendo «abnorme» la misurazione. Per questo motivo sosteneva che quei consumi, da 113mila euro, non sono stati dimostrati da Abbanoa. Cifra quindi che non è stata pagata.

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