La Torre Aragonese, uno simboli storici e di grande valore artistico della città di Porto Torres, bene patrimoniale del 1300 che versa in uno stato di conservazione e manutenzione piuttosto critico, verrà consegnato al Comune di Porto Torres che ne curerà la gestione. Con l’obiettivo di riqualificare il monumento, valorizzando l’aspetto socio-economico, l’amministrazione comunale ha affidato la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica ad un professionista, l’architetto Stefano Govoni di Alghero, affinchè si costruisca nero su bianco la nuova immagine della Torre, attualmente in forte stato di degrado, con interventi che assicurino una conservazione adeguata del bene, in relazione alla sua capacità di fornire un servizio culturale ed economico per la città.

Prosegue, quindi, il dialogo costruttivo tra l’amministrazione comunale e la Direzione generale dell’Agenzia del Demanio riguardo la concessione dell’uso del monumento, condizionata alla sottoscrizione di un accordo apposito tra gli Enti preposti alla tutela, allo scopo di individuare le fonti di finanziamento necessarie per poter eseguire i lavori di manutenzione sull’intero compendio, particolarmente prezioso per la città con i suoi 700 anni di storia. 

La giunta comunale aveva infatti approvato lo schema del verbale di consegna anticipata del bene, sottoscritto il 9 dicembre del 2024 dalla direttrice del Demanio Rita Soddu e dal sindaco Massimo Mulas. Un primo passo della concessione in uso gratuito del monumento storico a cui seguirà, la sottoscrizione dell’accordo definitivo. Fin dal suo insediamento l’amministrazione comunale aveva manifestato con richieste formali l’intenzione di entrare nella disponibilità della Torre, ormai da troppo tempo in condizioni precarie, per garantirne la messa in sicurezza e la riqualificazione così da restituirla alla fruizione della comunità. Con la formalizzazione del contratto di concessione, il Comune si assumerà la responsabilità degli oneri gestionali e di manutenzione, oltre a coprire imposte e tributi gravanti sulla Torre.

«Solo attraverso una concessione pluriennale – aveva affermato il sindaco Mulas – è possibile pianificare e intercettare le risorse necessarie per riqualificare e rendere accessibile questo prezioso bene identitario che merita attenzione e un lavoro sinergico di tutti gli enti coinvolti. Proprio per questo porteremo avanti anche le interlocuzioni con la Soprintendenza archeologica, preposta alla tutela del fabbricato, che ha mostrato sensibilità su questo e altri temi legati al patrimonio storico della città. L’auspicio è trovare un’intesa per collaborare all’individuazione delle fonti di finanziamento più opportune per gli interventi di valorizzazione e manutenzione»

© Riproduzione riservata