I Nas, il reparto specializzato dell'Arma dei carabinieri, stanno procedendo nelle indagini su delega del pubblico ministero, titolare dell'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica sul caso della morte di Mario Siffu, il giovane di Porto Torres deceduto a 32 anni per una grave setticemia dopo un intervento chirurgico, martedì notte, all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

I genitori, tramite l’avvocato Giuseppe Onorato, hanno presentato un esposto in Procura per chiedere che venga eseguita l'autopsia al fine di accertare le cause della morte del figlio e se siano stati disposti accertamenti diagnostici sul suo stato di salute.

«L’ho conosciuto da bambino, l’ho seguito da ragazzino e l’ho sempre sostenuto quando era in carcere come fosse un figlio». Luciano Licheri, operatore di comunità e presidente dell’associazione turritana odv  “Il Faro”, in campo dal gennaio 2025 allo scopo di prevenire e contrastare tutte le dipendenze, racconta il suo stretto rapporto di amicizia con Mario Siffu.

Oggi sarebbe stato il suo primo giorno di libertà, dopo circa sei mesi di carcere per qualche piccolo furto. Da tempo lamentava forti dolori addominali, manifestati ai genitori e alla zia nelle ultime visite in carcere.

Lunedì sera, intorno alle 19 il trasporto d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale civile di Sassari. Nella notte era stato sottoposto ad intervento chirurgico ma l’indomani, martedì 24 marzo, le sue condizioni si sono aggravate. È deceduto nel pomeriggio intorno alle 15 per una grave infezione causata da occlusione intestinale. I genitori, allarmati la mattina, quando sono giunti in ospedale hanno ricevuto la drammatica notizia.

«Mario era davvero un bravo ragazzo, - ricorda Licheri - difficile ma di animo buono. Nell’ultimo colloquio che ebbi con lui in carcere l’avevo visto felice perché fra qualche giorno sarebbe ritornato libero. Già in passato gli dissi che lo avrei portato fuori da lì per trasferirlo nella comunità di recupero, ma lui era ribelle e pensava di fare tutto da solo». Un legame nato quando Mario Siffu era bambino, poi il destino li ha fatti incontrare in carcere, Licheri lo ha ascoltato, parlava di progetti e di una vita fuori dalle sbarre.  

© Riproduzione riservata