Assolti perché il fatto non sussiste. Ieri in tribunale a Sassari la decisione della giudice Marta Guadalupi nel processo per omicidio colposo a carico di tre imputati avviato dopo la morte, nel 2016, di Ennio Angelone, motociclista 71enne che cadde al suolo, all’altezza di Codrongianos, in una deviazione al km 191 circa, urtando, secondo le accuse, le barriere.

Al tempo, sulla SS 131 e SS 597 si stava realizzando il lotto n° 0 della Sassari-Olbia. Per la procura vi sarebbero state da parte degli accusati, così riporta la contestazione, «negligenza, imprudenza, imperizia in violazione del Codice della Strada», con riferimento all’infrazione di un disciplinare tecnico legato al segnalamento e al posizionamento delle barriere new-jersey. Quelle colpite dalla vittima, secondo l’imputazione, «in quanto non adeguatamente segnalate né da bande rifrangenti né da dispositivi luminosi dedicati» e che avevano il compito di delimitare la deviazione.

In discussione la pm Maria Paola Asara aveva sollecitato una condanna a due anni mentre gli avvocati della difesa, Nino Cuccureddu, Massimiliano Ravenna, Ernesto Pastorino e Luca Marafioti, avevano sostenuto l’innocenza dei propri assistiti.

Ad essere assolto è stato Marino Passi, direttore tecnico del cantiere e responsabile del contratto con cui Anas aveva affidato alla Condotte Spa la realizzazione del lotto citato, nonché incaricato della vigilanza dei lavori. Poi Massimiliano Farci, procuratore speciale della Segnal Strade, società deputata alla segnaletica provvisoria, e Giuseppe Frau, dipendente di quest’ultima.

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