Asl di Sassari, risposte sul sistema sanitario: professionisti a confronto
Il punto sulla situazione sanitaria in un convegnoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dare risposte al sistema sanitario regionale e locale. Attraverso una serie di strategie emerse nel convegno promosso dall’Asl 1, in collaborazione con Ares Sardegna, e svoltosi a Sassari nei giorni scorsi.
«Stiamo cercando di trovare una strada per dare corso ai vari interventi normativi, da ultimo il DM 77. La strada è probabilmente tracciata, ma bisogna percorrerla» afferma il direttore generale della Asl di Sassari, Antonio Lorenzo Spano, aprendo i lavori de “L’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale: focus sulla Regione Sardegna”.
L’obiettivo dichiarato da tempo è spostare l’assistenza dall’ospedale al territorio e Thomas Schael, Direttore Generale dell’Assessorato alla Sanità, ha illustrato alcune risposte in questo senso. «Il DM 77 prevedeva per la Sardegna 49 Case di Comunità: noi abbiamo deciso di portarle a 80, perché un’isola di un milione e mezzo di abitanti, con un territorio vasto e una popolazione fortemente dispersa, non può essere organizzata applicando semplicemente parametri astratti. Vogliamo che il punto di accesso ai servizi sia raggiungibile, per quanto possibile, entro 10-15 chilometri e con tempi medi di percorrenza intorno ai 20 minuti», riferisce.
Dove non sarà fattibile si utilizzeranno 13 Case di Comunità mobili, dedicate alla prevenzione, all’assistenza sociale, alle prestazioni ambulatoriali e alle cure primarie, garantendo l’accesso alle cure, continua il dg, “in tutti i 377 Comuni dell’Isola”.
«Tutto questo richiede soprattutto professionisti – continua- Per questo il Piano straordinario di assunzioni recentemente varato prevede, a partire dal secondo semestre del 2026, l’assunzione a tempo indeterminato di 1.500 persone: mille infermieri e 500 dirigenti medici».
Di circa mezzo miliardo di euro l’investimento nel sistema sanitario pubblico regionale, che include anche gli incentivi per i medici e gli infermieri che lavoreranno nelle aree disagiate. Nel corso dell’evento anche gli interventi sull’innovazione tecnologica, a cura di Giuseppe Pintor, Direttore Generale di Ares Sardegna, che ha definito la sanità digitale come «un’infrastruttura centrale per la clinica», fondamentale per fare da cerniera tra ospedale e territorio.
Le altre relazioni sono state di Gavino Casu, Direttore di Cardiologia Clinica e Interventistica dell'Aou Sassari, sulla telemedicina in cardiologia, di Giuseppe Bitti e Francesco Sgarangella, responsabile scientifico del convegno, sull’applicazione dell'intelligenza artificiale nel controllo delle malattie infettive all'interno del Dipartimento di prevenzione veterinaria della Asl di Sassari.
