«A gennaio avevo definito un fallimento il bando sulla continuità territoriale Alghero-Linate e avevo invitato l'assessora ai Trasporti a non liquidare la vicenda con la promessa di una semplice proroga. Avevo detto che quella non era una soluzione e che il rischio era quello di trascinare il nord ovest della Sardegna in una situazione di continua incertezza. Purtroppo è esattamente ciò che sta accadendo».

Così il consigliere regionale dei Riformatori Sardi, Aldo Salaris, interviene dopo la decisione della Regione di riavviare la procedura per l'affidamento della continuità territoriale sulla tratta Alghero-Linate. Dopo il primo bando andato deserto, anche il secondo è stato revocato a seguito dei rilievi della Commissione europea, con l'avvio del nuovo servizio rinviato al 1° febbraio 2027. Nel frattempo la Regione ha chiesto al Ministero un'ulteriore proroga dell'attuale regime per evitare l'interruzione del collegamento.

«Se questa proroga non dovesse essere concessa nei tempi necessari, tra la fine di ottobre e l'inizio di febbraio la rotta potrebbe rimanere priva degli oneri di servizio pubblico. In quel periodo verrebbero meno le tutele previste per i residenti e le compagnie sarebbero libere di determinare le tariffe. Sarebbe un colpo pesantissimo per chi utilizza questa tratta ogni giorno, come lavoratori, studenti, famiglie, persone che devono spostarsi per motivi sanitari e tutto il sistema economico del nord ovest della Sardegna», spiega Salaris. «Al di là delle motivazioni tecniche fornite dalla Regione, il dato politico, a giudizio del consigliere regionale, resta evidente. Resta un fatto difficilmente contestabile. Dopo mesi di lavoro siamo ancora senza un affidamento definitivo e con una procedura che deve ripartire da capo. È questo il vero fallimento politico della Giunta Todde, che continua a rincorrere le emergenze invece di prevenirle».

Il consigliere dei Riformatori ribadisce la necessità di una gestione più efficace del servizio. «La continuità territoriale non può essere amministrata di proroga in proroga. Parliamo di un servizio essenziale che richiede programmazione, preparazione e capacità di gestire per tempo anche gli aspetti più complessi delle procedure. Quando, a distanza di mesi, ci si ritrova ancora senza una soluzione stabile, significa che qualcosa non ha funzionato», chiude la nota di Aldo Salaris.

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