I momenti più toccanti della mattinata sono stati offerti dalle testimonianze di tre bambini: due piccoli pazienti che hanno superato il trapianto e un giovane donatore, accompagnati dal racconto delle madri che hanno vissuto i mesi dell’attesa e della speranza. "Donare è Vita": questo lo slogan che ha accompagnato l'incontro dedicato alla donazione del midollo osseo, promosso dall'ADMOS e dal Convitto Nazionale Canopoleno, che ha ospitato i convenuti nell'aula magna.

Una mattinata dove i colori della creatività si sono intrecciati con la profondità della vita. Si è svolta la premiazione del concorso dedicato alla donazione del midollo osseo, iniziativa promossa dall'Associazione Donatori Midollo Osseo Sassari che ha visto protagonisti circa 200 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado della città e della provincia.

Tra gli intervenuti anche l'Arcivescovo di Sassari, Francesco Antonio Soddu, che ha offerto una riflessione profonda sul valore etico e spirituale del gesto, inquadrandolo come un atto di amore universale: «La donazione è la traduzione pratica del concetto di 'prossimo'. Non è solo un atto medico, ma un dono di sé che supera ogni barriera. Vedere questi bambini così coinvolti ci ricorda che la vita è un bene circolare: ciò che doniamo non lo perdiamo, ma lo moltiplichiamo».

Per sottolineare il legame tra cittadinanza attiva e sistema sanitario è intervenuta Carla Fundoni, presidente della Commissione regionale Sanità: «Momenti come questo rappresentano la forma più alta di prevenzione e programmazione sanitaria. Sensibilizzare i giovanissimi significa costruire oggi la rete di donatori di domani. La politica ha il compito di sostenere queste iniziative perché la salute pubblica non si garantisce solo con le macchine, ma con la solidarietà umana e la consapevolezza che ogni nuovo iscritto al registro è una speranza concreta di vita per chi attende un trapianto».

Ecco perché la scuola riveste un ruolo centrale: «Accogliere questa iniziativa è per noi un dovere morale e formativo», ha dichiarato Stefano Mancarettore del Convitto Nazionale Canopoleno. Ha evidenziato Carolina Podestà, presidente dell’Admos: «La nostra missione è informare: la compatibilità genetica per un trapianto è rarissima, 1 su 100.000. Per questo è fondamentale allargare il registro dei donatori. Oggi, grazie ai bambini e ai loro lavori, abbiamo lanciato un messaggio di speranza potentissimo. Donare il midollo non comporta rischi, ma permette di salvare una vita umana».

Il successo della manifestazione è stato frutto della partecipazione attiva di numerosi istituti, tra cui la Scuola Pertini-Biasi, il San Donato, il Canopoleno, l'istituto Comprensivo di Thiesi e quello di Monte Rosello

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