Esattamente 61 anni fa, il 2 febbraio 1956, prendeva il via quella che ancora oggi viene ricordata come la più intensa e prolungata ondata di gelo del secolo.

Una particolare e rarissima configurazione di blocco atmosferico, che vedeva l’alta pressione delle Azzorre espandersi dalle temperate latitudini oceaniche fino alle coste settentrionali della Russia, risucchiò per tre settimane sul Mediterraneo intense correnti gelide d’estrazione continentale russa che alimentarono continue aree depressionarie foriere di imponenti nevicate.

Sulla Sardegna Sa Temporada Manna fu tale da paralizzare i collegamenti per giorni e giorni. Il primo impulso freddo entrò nel vivo la notte del 2 e, salvo la tregua delle precipitazioni del 6 e7, si attardò fino al 9 con nevicate che a più riprese raggiunsero le coste e Cagliari.

A Fonni il termometro scese fin quasi -10°C mentre a Cagliari ed Alghero si raggiunsero i -3°C. Il secondo impulso arrivò la notte del 12 e, gettandosi veemente dalla valle del Rodano sul Mar di Sardegna, fu poi responsabile della copiosa nevicata del 14 sul capoluogo sardo con accumuli che in città superarono localmente i 20 centimetri.

La terza ed ultima recrudescenza fredda impegnò l’isola tra il 20 ed il 21 apportando nuove abbondanti nevicate sui centri della Barbagia ed ultime fugaci apparizioni della dama bianca fino alle coste.

Nei centri montani, ormai stremati da giorni di tempeste e alle prese con un interminabile conta dei danni, la neve veniva ripetutamente buttata giù dai tetti per evitare crolli e nelle vie ci si muoveva in vere e proprie trincee. A Fonni gli accumuli nevosi resistettero fino al mese di giugno.
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