Narcotraffico ad Alghero, chiesta la condanna a 6 anni e 8 mesi
Indagini della Dda per l'operazione NapAhoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un traffico di droga dal “cuore campano” e ramificazioni ad Alghero. Capace di fornire di cocaina le piazze del nord-Sardegna partendo da Scafati e avendo la città catalana come centro operativo.
Lo smercio era stato smantellato e scoperto dalla guardia di Finanza nell’inchiesta chiamata “Napaho”, fusione di Napoli e Alghero, iniziata 15 anni fa, e coordinata anche dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. Producendo importanti sequestri, condanne e processi discussi pure a Sassari come quello, in sede di abbreviato, che si è tenuto nei giorni scorsi in tribunale.
Per imputato un 50enne del sud Italia, residente però ad Alghero da anni, accusato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Le contestazioni sono state discusse dal sostituto procuratore di Cagliari, Guido Pani, davanti al collegio, presieduto da Giancosimo Mura, a latere Monia Adami e Sara Pelicci. Due in particolare gli episodi riferiti, avvenuti nel 2012 e 2013, dove, secondo le accuse, nel primo l’uomo è stato sorpreso con 118mila euro in auto.
Nel secondo gli investigatori avevano “ambientalizzato” la macchina in cui l’uomo viaggiava con uno dei vertici dell’associazione dirigendosi verso Ittiri per, a parere dell’inchiesta, consegnare droga. Il pm riferisce il quadro probatorio nel suo complesso e che, proprio in quel viaggio, avrebbe rivelato un aspetto del narcotraffico in corso e delle dinamiche sottese del sodalizio. Con tanto di ricerca di spazi dove stoccare quantitativi “non limitati” di stupefacente, secondo quanto riferito da Pani, e di proposta dell’imputato per un sito alla bisogna nell’agro nuorese. Il sostituto procuratore ritiene che il 50enne debba rispondere al 2° comma dell’art. 74 del testo unico degli stupefacenti, alleggerendo così la sua posizione.
«Il suo ruolo non è quello dirigenziale ma di mera partecipazione», dichiara il sostituto procuratore. Per questo motivo, ritenute prevalenti le attenuanti, ha sollecitato una condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione. Il prossimo luglio discuterà la difesa, rappresentata dall’avvocato Elias Vacca.
