È morto dopo tre giorni di agonia su un letto dell'ospedale Brotzu, mentre i medici lottavano per tenerlo in vita e i genitori pregavano perché avvenisse il miracolo. Ma Gian Mario Milia non si è ripreso, neanche per un istante: troppo gravi le ferite riportate nell'incidente stradale di cui è stato vittima il 29 febbraio, tra le quali un trauma cranico terrificante. Il ragazzo, 22 anni compiuti tre settimane prima, dipendente di un distributore di benzina in via Cagliari e residente in un appartamento che dà su via Olanda, è rimasto in coma sino a ieri mattina, quando le forze lo hanno definitivamente abbandonato. È spirato ieri mattina gettando nella disperazione i genitori, il fratello e la sorella.
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