Dove non sono riuscite leggi (dichiarate incostituzionali) sulle aree idonee può, invece, una diffida su un elemento che potrebbe sembrare marginale: la procedura per l’approvazione del progetto eolico Isili Wind è stata sospesa per uso improprio del logo della Regione da parte della società che vuole realizzare l’impianto. Un granello che ha fatto inceppare l’iter in corso al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Il piano della società Scs 20, srl pugliese, è noto e contestato: l’obiettivo è la costruzione di undici turbine alte duecento metri, in zona agricola, tra Isili e Villanova Tulo. Solo due giorni fa il Comune guidato da Luca Pilia aveva organizzato un’assemblea pubblica dalla quale la popolazione del territorio ha ribadito il suo no all’eolico che porterebbe benefici solo lontano dal territorio. 

La procedura per la Valutazione ambientale, in piedi da anni, era agli sgoccioli. E solo il 31 agosto la Regione ha battuto un colpo andato a segno. Viale Trento ha chiesto «di eliminare lo stemma della Regione Autonoma della Sardegna in tutti gli elaborati di progetto, evidenziando che “l'utilizzo del logo da parte di soggetti esterni all'amministrazione regionale deve essere sempre ed esclusivamente collegato a iniziative patrocinate o finanziate dalla Regione”». Uno stratagemma già utilizzato da alcuni comuni, che avevano visto il loro  stemma sulle carte depositate da altre società del settore energia: non volevano che sembrasse ci fosse il loro patrocinio. 

Il tentativo della regione ha funzionato: dal ministero fanno sapere che« la documentazione è stata rimossa dal Portale delle Valutazioni Ambientali (...) e il procedimento si intende sospeso». La società dovrà ripresentare tutti i documenti. Un fastidio, più che una vittoria. Ma efficace. 

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