Sinnai, nuovi corsi di immersione del sub Sinnai per preparare nuovi sommozzatori
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Al via la stagione delle immersioni con l'arrivo del bel tempo e delle condizioni marine che invogliano i primi tuffi di stagione, col mare capace di regalare incontri come quello capitato ad una guida subacquea del club SubSinnai, che durante un’immersione nei fondali di Torre delle Stelle su una secca rocciosa a 30 metri di profondità, si è imbattuta con un polpo uscito dalla sua tana che ha iniziato a giocare e inseguire la subacquea visibilmente sorpresa.
«L'octopus vulgaris, più comunemente chiamato polpo», ha commentato Paride Cardia, presidente del club Sub Sinnai, «è un mollusco cefalopode particolarmente vicino alle coste in questo periodo, impegnato nella riproduzione. Ma soprattutto nella deposizione e custodia fino alla schiusa delle uova all’interno di tane a volte affollate da altri polpi ma anche da fameliche murene che imperterritamente presidiano vicine. Con l’obiettivo di cibarsi di questi molluschi di cui va ghiotta».
La primavera per il Club Sub Sinnai coincide anche con la chiusura dei corsi invernali per sommozzatori, che in questo periodo hanno completato la loro preparazione proprio con le immersioni previste in programma.
«La primavera, – aggiunge il fotografo sommozzatore Stefano Perra – è senz’altro un periodo di grande risveglio anche per i nostri mari, tanto che non è inusuale incontrare altre specie vicine alle coste, indisturbate dall’incombente turismo che l’estate riserva ma anche perché, specie come la cicala di mare, scientificamente chiamata Scyllarides latus, risalgono da profondità di 100 metri e oltre per deporre le uova in bassi fondali rocciosi costieri dove la temperatura dell’acqua inizia a scaldare in modo importante. Così come la granceola (Maja squinado), comunemente conosciuta con il termine di capra di mare che addirittura da migliaia di metri di profondità risale sino a 10 metri per riprodursi in questo straordinario periodo, ma anche altri spettacolari fenomeni come quello che ci regala la Posidonia Oceanica con la trasformazione dei fiori in frutti che creano veri e propri tappeti galleggianti che poi si disperdono i loro semi per poi rinascere nei fondali marini».
