Senorbì, i nuraghi come risorsa per il futuro dei territori
Al Museo archeologico Sa Domu Nosta il focus sul patrimonio archeologicoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il patrimonio nuragico non è soltanto una testimonianza del passato, ma una risorsa su cui costruire nuove opportunità culturali, turistiche ed economiche per la Sardegna. È il messaggio emerso a Senorbì durante la tappa dei Dialoghi Nuragici, il ciclo di incontri promosso dall’associazione Sardegna Terra di Nuraghi per sostenere il riconoscimento Unesco della civiltà nuragica. L’appuntamento, ospitato al Museo archeologico Sa Domu Nosta, ha registrato una partecipazione numerosa e un confronto che ha coinvolto esperti, istituzioni e cittadini. Presente anche il sindaco Alessandro Pireddu, insieme all’assessora alla Cultura. Ad aprire l’incontro è stato Pierpaolo Vargiu, presidente dell’associazione promotrice. Al centro dei lavori la relazione di Giuseppe Melis, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese all’Università di Cagliari e direttore del Centro servizi di ateneo per l’innovazione e l’imprenditorialità (Crea). Il suo intervento, dal titolo “Dal patrimonio alla co-creazione di valore. Il ruolo delle comunità nella sfida Unesco”, ha approfondito il rapporto tra tutela dei beni archeologici, partecipazione delle comunità e sviluppo economico.
Il riconoscimento internazionale, nella prospettiva illustrata dal docente, non può essere considerato un traguardo isolato, ma parte di un percorso che richiede conoscenza, progettazione e coinvolgimento collettivo. «Senza cultura economica quel patrimonio non genera valore», ha sottolineato Melis, richiamando la necessità di una mobilitazione fondata sullo studio, sulla condivisione e sulla consapevolezza di appartenere a una comunità legata anche alla propria eredità archeologica. Un tema particolarmente significativo per la Trexenta, territorio che custodisce importanti testimonianze della civiltà nuragica e che può trovare nella loro valorizzazione nuove occasioni di crescita.
A seguire il percorso locale è Martina Usai, archeologa e referente territoriale dell’associazione, impegnata nella promozione del patrimonio attraverso itinerari culturali e progetti legati al turismo. A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata anche Elisabetta Frau, responsabile scientifica del museo, che ha richiamato il ruolo delle comunità nella trasmissione della memoria. «Un patrimonio resta tale se chi lo riceve in eredità si adopera per custodirne la memoria», ha osservato, evidenziando come la tutela debba accompagnarsi alla capacità di riconoscere il valore identitario e le opportunità di benessere legate a questa ricchezza.
I Dialoghi Nuragici si propongono proprio di stimolare questa consapevolezza, mettendo in relazione ricerca, istituzioni e cittadini nel percorso verso la candidatura Unesco. La sfida è trasformare un'eredità storica in una risorsa viva, capace di rafforzare l'identità dei territori e contribuire al loro sviluppo, senza separare la conservazione dalla partecipazione di chi quei luoghi li abita. L'iniziativa è sostenuta dalla Regione Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio del Comune di Senorbì.
