Quartucciu, avvistato un raro mignattaio nel rio Is Cungiaus
Una presenza insolita e affascinante lungo il corso d’acqua che attraversa il centro abitatoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Quartucciu, ore 11. Una presenza insolita e affascinante ha attirato l’attenzione stamattina lungo il rio Is Cungiaus, il corso d’acqua che attraversa il centro abitato di Quartucciu. Franco Murru e Luca Porcella hanno infatti immortalato un uccello raro appartenente alla famiglia degli ibis.
«Inizialmente sembrava un ibis eremita – hanno raccontato – ma osservandolo con maggiore attenzione abbiamo capito che si trattava di un mignattaio, specie piuttosto rara».
Il mignattaio (Plegadis falcinellus), appartenente alla famiglia dei Threskiornithidae, deve il suo nome scientifico al greco antico “plegados” e al latino “falcis”, termini che richiamano la caratteristica forma falciforme del becco.
Si tratta di un uccello di medie dimensioni, con un’altezza compresa tra i 53 e i 65 centimetri e un’apertura alare che può raggiungere i 95 centimetri. È facilmente riconoscibile per il lungo becco ricurvo verso il basso e per le lunghe zampe, tipiche dei trampolieri. Maschio e femmina presentano una livrea simile: in estate il piumaggio assume tonalità rosso mattone con riflessi verdi metallici, mentre ali e parti inferiori risultano più scure. In inverno, come negli esemplari giovani, la colorazione diventa più discreta, tendente al marrone con leggere punteggiature chiare.
Il mignattaio è diffuso in tutti i continenti, ma in Italia le nidificazioni sono rare e concentrate soprattutto nella Pianura Padana, in ambienti ricchi d’acqua. In Sardegna, durante il periodo invernale, la specie può essere presente con pochi individui svernanti, in modo irregolare.
Secondo gli osservatori, l’esemplare avvistato a Quartucciu si trovava probabilmente nel rio Is Cungiaus alla ricerca di cibo, come larve, insetti e piccoli invertebrati. Il mignattaio è infatti un uccello molto adattabile, capace di frequentare anche corsi d’acqua artificiali e contesti urbani, mostrando una scarsa diffidenza nei confronti dell’uomo.
L’ipotesi più plausibile è che si tratti di un individuo svernante oppure di un esemplare in migrazione anticipata, che sfrutta le condizioni favorevoli offerte dal canale urbano.
(Unioneonline/Fr.Me.)
