Si chiude una stagione ben più complicata del previsto per l’Orrolese che da retrocessa dalla Promozione, mantiene la Prima Categoria. 34 punti frutto di dieci vittorie, quattro pareggi e quattordici sconfitte che valgono il nono posto ai biancorossi nel Girone B. Dopo un girone d’andata chiuso al nono posto, la squadra di Giovanni Sirigu ha faticato di più nella seconda parte di stagione, con sei risultati utili (cinque vittorie e un pareggio) in quattordici scontri. Rendimento altalenante che è costata la panchina al tecnico Fabrizio Caracoi e l’arrivo di Marco Piga nell’ultimo sprint del campionato.

Tra i protagonisti della stagione dell’Orrolese c’è sicuramente Christian Testa, autore di due gol e sette assist. Il centrocampista classe 1996 analizza l’annata sotto l’aspetto di squadra: «La stagione è stata piuttosto travagliata. Il campionato è iniziato con i migliori auspici: terminare in alta classifica e giocarci la promozione. Purtroppo, è un obiettivo che abbiamo dovuto modificare rapidamente facendo i conti con una realtà ben più ostica. Il percorso della squadra è stato segnato da un’instabilità cronica. Il continuo avvicendamento di giocatori e i cambi di guida tecnica hanno trasformato quello che doveva essere un gruppo coeso in un cantiere a cielo aperto. Ciò ci ha portato alla lotta in trincea per mantenere la categoria. Siamo arrivati a una salvezza sudata. Nonostante le turbolenze, la squadra ha saputo stringere i denti nel momento del bisogno. La svolta è arrivata nel segno della determinazione culminata dal pareggio contro l’Isili (3-3)».

Testa analizza anche il proprio rendimento personale: «Nasco come trequartista ma ho accettato di abbassare il mio raggio d’azione nel ruolo di centrocampista centrale. Ho sacrificato la mia indole offensiva per le esigenze del gruppo e secondo me ciò è segno distintivo di un giocatore che mette la causa davanti al prestigio personale. Nel momento di massima tensione della stagione ho realizzato una doppietta nel pareggio contro l’Isili. In un anno in cui le intemperie societarie e tecniche avrebbero potuto scalfire le motivazioni di chiunque, ho comunque scelto la strada della resilienza».

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