Inquinamento ambientale alla Sarlux: indagine chiusa, quattro indagati
La Procura ipotizza sversamenti in mare e contaminazioni pericolose tra il 2017 e il 2024Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Idrocarburi e metalli pesanti in mare, ma anche i danni causati dalle torce usate per smaltire i rifiuti prodotti in quantità maggiore per l’aumento della produzione. Infine, perdite che avrebbero compromesso suolo e falde.
La Procura di Cagliari ha chiuso le indagini sui presunti episodi di inquinamento ambientale nello stabilimento Sarlux di Sarroch. I pm Enrico Lussu e Nicola Giua Marassi hanno notificato l’atto a Vincenzo Greco, 66 anni, amministratore delegato dal 2014 al settembre 2017; Settimio Guarrata, 59, ad dal settembre 2017 e gestore del sito; Francesco Lion, 73, già titolare di una procura speciale in materia ambientale; Walter Cocco, 58, con responsabilità analoghe dal dicembre 2018. Sono tutti accusati di inquinamento ambientale. La società risponde dell’illecito amministrativo previsto dal decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità degli enti.
Secondo gli inquirenti dagli scolmatori di emergenza sarebbero state riversate direttamente in mare acque meteoriche non trattate, anche dalle aree industriali, con idrocarburi e altre sostanze pericolose. Gli scarichi sarebbero stati usati pure in previsione di eventi meteorologici ordinari, quando le vasche erano piene e non adeguate a contenere i reflui. Le analisi citate nell’avviso indicano contaminazione da piombo, cadmio e idrocarburi. Per questi ultimi i limiti sarebbero stati superati in dieci campioni su undici, con un picco di 10 milioni e 500mila microgrammi per litro contro un limite massimo di 350. Anche i sedimenti marini avrebbero alte concentrazioni di alluminio, manganese, bario, stronzio, vanadio, piombo e nichel, oltre a idrocarburi di origine petrolifera.
C’è poi il sistema “blow down” pensato per la sicurezza e le emergenze. Le torce sarebbero state usate come sistema ordinario di smaltimento dei gas di processo, compresi quelli dell’incenerimento di rifiuti pericolosi. In varie occasioni tra il 2018 e il 2021 sarebbero state impiegate senza garantire gli 800 gradi di fiamma necessari per eliminare i composti organici volatili. La Procura - dopo le indagini del nucleo investigativo del Corpo forestale regionale - contesta anche l’omissione del programma di monitoraggio degli odori: al suo posto sarebbe stato usato un prodotto chimico per mascherare soprattutto l’acido solfidrico. Così, sostengono i pm, la popolazione non avrebbe percepito le emissioni, che potevano essere programmate in base al meteo, con il vento in direzione del mare.
Le perdite di idrocarburi e altri prodotti da parte degli impianti non sarebbero state riparate tempestivamente, contaminando suolo e acque sotterranee oltre le concentrazioni soglia. Tra le sostanze elencate figurano benzene, idrocarburi, etilbenzene, xilene, fenolo, solfati, azoto ammoniacale, ferro e manganese. Sarebbero mancate adeguate misure di manutenzione e contenimento, la tempestiva comunicazione degli incidenti agli enti competenti e il rispetto dei tempi di intervento.
Per i magistrati le condotte sarebbero state favorite da scelte aziendali orientate alla continuità produttiva e al taglio dei costi a discapito dell’ambiente. Per Sarlux si ipotizza inoltre l’inadeguatezza dei modelli organizzativi e dei controlli per prevenire gli illeciti. Il periodo esaminato va dal 2017 al 14 giugno 2024, data delle ultime denunce sulle torce.
Le difese sono affidate agli avvocati Alfredo Diana (Greco, Guarrata e Cocco), Massimo Puddu (Lion) e Francesco Iovino (Sarlux). Ora gli indagati potranno presentare memorie, produrre documenti e chiedere di essere interrogati; poi la Procura deciderà tra richiesta di rinvio a giudizio e archiviazione.
Nei mesi scorsi era stata chiusa anche un’altra indagine sulla Saras, coordinata dal pm Giangiacomo Pilia e ora in udienza preliminare, sul funzionamento delle torce e un’ipotesi di disastro ambientale (colposo o doloso) legato all’inquinamento dell’aria.
