Torpè, dramma Maccheronis: diga ormai vuota, l’Autorità di bacino apre solo agli usi potabili
Restrizioni estreme, pressoché totali, nei territori dell’Alta Baronia serviti dalla diga: «Le recenti piogge tutte costiere, se non piove abbiamo acqua fino al 10-12 novembre»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«In esito alla conclusione del tavolo di crisi relativo al sistema idrico del Posada tenutosi oggi, presso gli uffici della presidenza della Regione, in Viale Trento a Cagliari, si dispone quanto segue: il Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, con decorrenza immediata, provveda alla gestione della propria rete idrica consortile prevedendo la chiusura di tutte le diramazioni ad eccezione delle sole condotte per l’alimentazione degli impianti di potabilizzazione gestiti da Abbanoa».
Burocratese a parte, il messaggio arriva forte e chiaro, porta la firma di Adis (Autorità di bacino regionale) e fa capire il dramma che si leva dalle campagne di Torpè. Restrizioni ancora più estreme, pressoché totali, in quei territori dell’alta Baronia serviti dalla diga Maccheronis. Il chiacchierato invaso, infatti, è semivuoto. «Le recenti piogge sono state tutte “costiere”, non hanno dato alcun beneficio. La capienza attuale è di appena 720mila metri cubi. Abbiamo acqua solo fino al 12 novembre», afferma Ambrogio Guiso, presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna centrale.
«Un mese fa avevamo 2 milioni di metri cubi invasati, mentre il consumo quotidiano era di circa 80mila. Adesso la situazione è molto peggiorata: con le attuali restrizioni stiamo consumando circa 38mila metri cubi giornalieri. Ripeto, se non dovesse piovere abbiamo acqua solo fino al 10-12 novembre. Insomma, è un massacro». Ora arrivano pure le nuove chiusure: la situazione è disperata.
