Gesico, la magia del teatro conquista i bambini
L'iniziativa promossa dai Figli d'Arte Medas con il sostegno del Comune e della Pro locoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non contano i grandi numeri, ma la capacità di creare comunità. È il messaggio che arriva dalla Scuola di Momotteria, il progetto culturale che per tutta l'estate sta trasformando Gesico in un laboratorio di teatro, fantasia e condivisione dedicato ai più piccoli. L'iniziativa, promossa dai Figli d'Arte Medas con il sostegno del Comune e della Pro loco, accompagna bambini e famiglie in un percorso che unisce laboratori teatrali e spettacoli serali. Ogni appuntamento inizia negli spazi del Centro servizi S'Ulivariu, dove bambini e mamme partecipano insieme alle attività guidate da Gianluca Medas e Chiara Porcu, per poi trasferirsi in piazza Umberto, dove la comunità si ritrova davanti al palcoscenico.
L'ultimo appuntamento ha confermato lo spirito dell'iniziativa. Dopo il laboratorio della Scuola di Momotteria, la serata si è conclusa con "Curiosa", spettacolo della Compagnia del Cocomero che ha conquistato bambini e adulti. A rendere speciale la rappresentazione è stato il lavoro di Rahul Bernardelli, artista capace di trasformare oggetti, marchingegni e antiche invenzioni in un sorprendente universo scenico. Lo spettacolo prende vita all'interno di una casa che si apre come un cartoccio, appartenente alla storica tradizione della famiglia d'arte Bernardelli Sarzi Madidini, in un continuo susseguirsi di meraviglia, invenzioni e giochi teatrali.
Per Gianluca Medas è proprio qui che si manifesta il senso più autentico del progetto: «C'è qualcosa di magico in ogni spettacolo costruito apposta per i bambini». Nella piazza del paese, l’intera comunità si è ritrovata attorno ai più piccoli, veri protagonisti della serata. È la filosofia che accompagna fin dall'inizio la Scuola di Momotteria, nata come una provocazione culturale in un piccolo centro della Trexenta, dove il numero dei bambini è ridotto ma il desiderio di investire sulla loro crescita è enorme. «Bisogna cambiare sguardo», aveva detto Medas all'avvio del progetto. «Lo sguardo dei bambini che ci osservavano felici ci ha fatto capire che dobbiamo andare avanti nella nostra provocazione di capovolgere i valori di questo mondo che dà valore solo ai grandi numeri».
