«Quel giorno di fine gennaio ero a Genn'e Mari e osservavo il mare quando si scatenò l'inferno». L'ingegner Yuri Iurato, che da quelle parti ci passa da 50 anni, era rimasto davvero impressionato. «Quel giorno ho visto onde particolarmente alte, molto lunghe, insolite, arrivate sino alla vegetazione che delimita l'arenile. È stato un attimo. Sono rimaste solo le pietre protette dalle radici della vegetazione vicina. Ora il miracolo della natura: a distanza di due mesi tutto è tornato come prima. La sabbia al suo posto ed una spiaggia, bella quanto prima, forse di più». L'esperta Valeria Masala, direttrice dell'Area marina di Villasimius, dice che «la natura sa fare da sola. Le mareggiate e il maestrale successivi hanno favorito questo ripascimento naturale.

La natura si è ripresa il suo spazio come sta avvenendo a Punta Molentis, all'interno del Parco marino di Capo Carbonara: anche la nostra spiaggia era rimasta ferita dalle mareggiate di fine gennaio. La sabbia è tornata al suo posto. All'interno si sta ricomponendo anche la vegetazione dopo il devastante incendio della scorsa estate: le abbondati piogge di questo inverno hanno accelerato la ricomposizione del verde dopo che tutto era stato trasformato in cenere». Lo spettacolo Così i turisti e i villeggianti questa estate troveranno una spiaggia definita fra le più belle della costa sud Orientale che si sviluppa in gran parte del territorio di Sinnai. «Il ripascimento – ha detto il consigliere comunale Aldo Lobina – è iniziato dopo alcune settimane. Ora è praticamente completato». La sindaca di Sinnai Barbara Pusceddu dice di aver seguito l'evolversi della situazione: «Per fortuna in pochi mesi la spiaggia è rinata, è tornata al suo splendore. Parliamo di fenomeni naturali, ciclici: il vento e le correnti marine hanno ricreato quello che avevano tolto le mareggiate di fine gennaio: l'uomo ha però il compito di proteggere e valorizzare il paesaggio».

Il fenomeno Tornando alle mareggiate di fine gennaio, l'ingegner Yuri Iurato parla di quel fenomeno che in un attimo aveva cancellato la spiaggia spostandone la sabbia: «Sono state trasferite sul mare enormi quantità di energia sotto forma di un moto ondoso caratterizzato da onde non soltanto molto alte, ma anche molto lunghe, con periodi (distanza temporale tra una cresta e l'altra) fino a 10-11 secondi. E più l'onda è lunga, maggiore è l'energia che trasporta a parità di altezza. Quel giorno su Genn'e Mari si è scaricata una quantità di energia cinetica talmente elevata da spazzare via uno strato di sabbia profondo almeno un metro e mezzo per una lunghezza di almeno 150 metri, con il risultato di trasformare l'intero settore est in una distesa di sassi.Il colpo d'occhio non era stato affatto piacevole». «Non è la prima volta che è accaduto, ma mai, almeno negli ultimi quarant'anni si era verificato con queste dimensioni - dice Andrea Delpin, insegnante in pensione, con villetta a Torre delle Stelle. «Ho seguito da vicino l'accaduto e la tempistica del ripascimento. Devo ammettere che sono stato piacevolmente sorpreso. In due mesi, tutto è tornato come prima». 

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