È stata una bella festa per Marianna Monni, che tutti chiamano "Tzia Ninna", al centro dell'attenzione per i suoi cento anni.

A stringersi alla nonnina, i figli Franca, Gianpiero, Salvatore, Enrica e Antonello e gli undici nipoti. E, poi, tanti altri familiari e amici di famiglia, col sindaco Simone Monni, con la targa del Comune.

E proprio il sindaco, poeta improvvisatore dialettale, non poteva che far scrivere su questa targa un suo "mutetu a dus peis", tutto rigorosamente in limba campidanese: «In custa dií de festa sorridi e is erroris passaus perdona. Po Tzia Ninna femina bona cent'annus de amori e de fidi, un auguriu sinceru de s'amministratzioni comunali. Su Sindigu. Simoni Monni».

La nonnina ha gradito, si è commossa ed ha ringraziato. E rispondendo al sindaco che le chiedeva quali sono i ricordi più belli della sua vita, non ha avuto esitazione: «Tanti. Come quello di oggi, perché ho i figli vicini e la salute che ancora mi sorregge». 

«Dico grazie a Dio», ha ripetuto la nonnina. Nella mia lunga vita ho lavorato anche in campagna. Una vita di sacrifici ma anche di belle soddisfazioni». Il matrimonio con Attilio Cannas, la nascita dei figli e dei tanti nipoti. La nonnina ama rivangare ancora fra le pieghe del passato lontano, dei campi coltivati a Burcei, della guerra, del matrimonio. Conserva ancora una memoria di ferro, è autonoma ed è arzilla, tanto che i suoi cento anni non le pesano minimamente. Qualche acciacco ma nulla più. 

È la quarta volta che il sindaco Monni, eletto nel 2020, festeggia una centenaria. Due sono ancora vive. Di certo Burcei è uno dei paesi che negli ultimi vent'anni ha festeggiato più centenari in Sardegna.

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