A Quirra il test del nuovo sistema di lancio dei missili Aster 30
La Marina militare: «Contesto geopolitico complesso, così viene garantita la sicurezza delle nostre navi». Intanto altri ordigni da mesi sono dispersi nel mare del poligonoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Marina militare italiana testa un nuovo sistema di lancio di missili e lo fa sapere, per mostrare i muscoli: nel mare del Poligono di Quirra dal pattugliatore d'altura Montecuccoli è stato sparato un missile Aster 30 con l’utilizzo del Saam Esd Poa (Surface-to-Air Anti-Missile – Extended Self Defence), considerato «uno dei più avanzati sistemi di difesa aerea navale attualmente disponibili» sul mercato internazionale degli armamenti.
L’esperimento è stato effettuato nei giorni scorsi ma solo ieri la Difesa ha dato conferma dell’utilizzo del teatro sardo: con una nota è stato sottolineato che l’apparato installato sulla nave militare «rappresenta un salto tecnologico significativo nel campo della difesa navale. Progettato per contrastare minacce aeree, missilistiche e a pilotaggio remoto sempre più sofisticate e rapide». In un contesto geopolitico in costante evoluzione «caratterizzato dall'emergere di nuove tecnologie militari e da scenari operativi sempre più complessi, tali capacità risultano fondamentali per garantire la sicurezza delle unità navali e delle forze impiegate in mare».
A Quirra, come spesso succede, il supporto alla Marina è stato garantito «dall'industria nazionale della difesa, in particolare delle aziende Leonardo e Mbda». Dalla Marina militare fanno sapere inoltre che «l'evoluzione delle minacce, sempre più veloci, precise e difficili da intercettare, richiede infatti sistemi di difesa capaci di operare in modo integrato, sfruttando sensori, software e armamenti altamente avanzati. Con il successo di questa attività, la Marina compie quindi un ulteriore passo avanti nel processo di modernizzazione della flotta».
La comunicazione ufficiale non spiega che fine abbia fatto il missile. Il test viene definito come riuscito. Ma era successo anche dopo il 30 maggio, quando un altro Aster 30 e uno Stinger erano stati sparati nello stesso quadrante di mare. Solo che poi si era scoperto che entrambi fossero finiti sul fondale. Lo Stato maggiore della Difesa aveva ipotizzato due punti di impatto per recuperarli: dopo mesi sono ancora lì sotto. Smarriti.
