Il paracadute si è aperto regolarmente, ma qualcosa nell'atterraggio non è andato come avrebbe dovuto: Alessio Rais, cagliaritano di 28 anni, era ancora troppo veloce durante gli ultimi metri che lo separavano dalla sabbia dello stagno di Piscina Rei, a Muravera, sulla quale si era lanciato. Pare che non sia più riuscito a controllare l'atterraggio e che abbia toccato il suolo con la testa, invece che con i piedi: è la stessa dinamica dell'incidente costato la vita all'attore Pietro Taricone, morto alcune settimane fa dopo un lancio sbagliato con il paracadute. Per mezz'ora Rais, caporalmaggiore dell'Esercito in servizio al reggimento "Trieste" di Forlì come fuciliere assaltatore, ha inutilmente atteso l'arrivo dell'elisoccorso (le sue condizioni non consentivano il trasporto in ambulanza), ma dalla base di Alghero il velivolo non è arrivato in tempo. Mentre un equipaggio del 118 tentava di stabilizzare le sue condizioni, verso le 17.30 il giovane militare è morto e l'elicottero ha invertito la rotta.

L'INDAGINE Per Rais, quella di ieri doveva essere una giornata di festa da dedicare alla sua grande passione: il paracadutismo. Ieri pomeriggio è salito a bordo dell'aereo che è poi decollato dal campo di volo di Maloccu, a Castiadas. Ora i carabinieri della Compagnia di San Vito stanno indagando per stabilire se davvero la dinamica dell'incidente è stata quella stabilita dopo i primi accertamenti. Il caporalmaggiore non era un novellino: al suo attivo aveva oltre trecento lanci. Non è escluso un malfunzionamento del paracadute. Il comandante della Compagnia di San Vito, Federico Loiacono, a tarda sera ha inviato un'informativa al sostituto procuratore Paolo De Angelis. Una vicenda che potrebbe essere chiarita dal filmato di una telecamera di uno dei paracadusti che i carabinieri hanno già esaminato. La telecamera della vittima si è invece ridotta in mille pezzi.

IL CORDOGLIO La notizia ha subito raggiunto la sede del 66°reggimento fanteria aeronavale “Trieste”, a Forlì, dove la vittima prestava servizio. «Siamo vicini alla sua famiglia», ha detto commosso il colonnello Carmelo Abisso, portavoce del reggimento. Rais era a Forlì da sei anni, cioè da quando aveva superato il corso d'addestramento, e aveva partecipato a due missioni internazionali: in Afghanistan nel 2008 e in Libano, dal quale era rientrato nell'aprile scorso. Stava trascorrendo alcuni giorni di licenza nella casa dei genitori, in via Chironi a Cagliari. Da ragazzo Rais ha giocato nel Csm Sant'Elia con Paolo Dessalvi allenatore.

IL LANCIO Assieme a un gruppo di amici paracadutisti, ieri il caporalmaggiore ha raggiunto il campo di volo di Castiadas, sulla nuova Orientale sarda, e con loro è salito sull'aereo. L'inizio del lancio è stato da manuale, ma ora resta da capire il perché dell'impatto troppo violento, e in posizione sbagliata, quando il giovane ha raggiunto il suolo. La sua attrezzatura è sotto sequestro: sarà esaminata da tecnici specializzati. Lo schianto è avvenuto sull'arenile dello stagno di Piscina Rei.

LA POLEMICA La morte del militare riporta d'attualità la carenza del servizio di elisoccorso, che è dotato di una sola base operativa: ad Alghero. L'allarme al 118 è arrivato alle 16,25. La centrale operativa ha chiesto l'intervento dell'elicottero e inviato sul posto l'ambulanza medicalizzata più vicina, che ha raggiunto il ferito, grave ma cosciente, alle 16,55. Alle 17,20 Alessio Rais è morto nonostante i tentativi dell'équipe medica di tenerlo in vita. L'elicottero era in volo ed è tornato alla base.

RAFFAELE SERRELI
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