I candidati alla poltrona di sindaco di Elmas si sono confrontati nella redazione centrale de L’Unione Sarda rispondendo alle domande dei giornalisti. La sindaca uscente Maria Laura Orrù, 42 anni, ingegnera e architetta, sostenuta dalla lista “Elmas visione comune”, e Giovanni Maria Fois, 70 anni, ex responsabile del 118 nel Sud Sardegna, espressione della lista “Elmas riparte”. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi che agitano la campagna elettorale: traffico, commercio, rapporto con la Sogaer, la società di gestione dell’aeroporto.

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A Elmas il centrodestra non ha un candidato alle elezioni: perché il centrosinistra si presenta spaccato?

Maria Laura Orrù: «Le ragioni che hanno determinato la rottura non le ho ancora capite sino in fondo. I valori profondi alla base del centrosinistra restano saldi, evidentemente c’è una differenza di vedute su come amministrare. I numeri per governare li avevo, ma erano risicati, la sfiducia del partito democratico locale nei miei confronti mi ha spinta a restituire la parola ai cittadini».

Giovanni Maria Fois: «Non ho partecipato a questa divisione del Consiglio comunale uscente: io sino al 30 marzo mi occupavo di tutt’altro. Sono stato coinvolto da una fetta della cittadinanza per il malumore generato da alcune scelte dell’Amministrazione. Non avevo alcuna intenzione di candidarmi, ho scelto di esserci dopo aver ascoltato le motivazioni di chi mi chiedeva un impegno diretto».

Le prime scelte dopo la (eventuale) vittoria elettorale?

Fois: «La maggior parte dei masesi che ho incontrato in questo mese si è lamentata per le condizioni delle strade, del verde pubblico trascurato. Molti contestano alla sindaca di essersi dimessa: sarebbe stato meglio provare a risolvere i problemi. Ci sono altri aspetti su cui intervenire: la difficoltà di accedere agli uffici pubblici, forse causata da una carenza di personale, è un punto prioritario. E poi la gestione delle vie di accesso e uscita da Elmas, il controllo del territorio, le molte aree invase dai rifiuti anche per colpa di una pratica diffusa: il lancio del sacchetto dal finestrino. Questo tema riporta alla gestione dell’ecocentro, sicuramente migliorabile. Un altro problema è il rapporto con Sogaer per l’area di Santa Caterina, la rivitalizzazione delle attività commerciali che col nuovo centro commerciale ex Fas soffrono maggiormente, nuove case per le giovani coppie, l’acqua potabile che manca in alcune zone».

Orrù: «In questi anni abbiamo ottenuto oltre 30 milioni che si sono sommati ai fondi ordinari. Soldi che hanno finanziato opere importanti, su tutte il fronte laguna di Giliacquas, la nuova biblioteca, l’ampliamento della scuola di via Temo, la via dei Monaci Vittorini, la certezza del recupero del sito identitario di Santa Caterina. Insomma, dobbiamo completare il grande lavoro di questi anni. Bisogna realizzare la caserma dei carabinieri, il confronto con l’Arma è in corso. La comunità energetica del Cacip per noi è una grande occasione, stiamo procedendo con la riqualificazione degli impianti sportivi. Il piano per il decoro urbano è già finanziato, quello del traffico redatto dall’Università di Cagliari è pronto, lo dobbiamo applicare, bisogna continuare a promuovere appuntamenti culturali diventando sempre più appetibili, com’è accaduto col festival Marina Cafè noir che ha traslocato da Cagliari a Elmas. D’obbligo la rivisitazione del piano urbanistico con un impulso ai piani di risanamento, continuando a supportare i più fragili per non lasciare nessuno indietro».

Come si può eliminare la pericolosa fila di auto costantemente in attesa fuori dall’aeroporto?

Orrù: «Il tema è stato affrontato anche in tavoli tecnici col Prefetto. Tanti cittadini non sanno che il tempo gratuito per la sosta interna è mezz’ora, quindi restano fuori in attesa dei passeggeri in arrivo. A mio avviso si potrebbe eliminare la sbarra all’ingresso, ma Sogaer ha problemi ad adottare questa soluzione».

Fois: «Un problema sentito dai cittadini, ma dovrà essere risolto con Sogaer».

La mole di traffico legata al nuovo centro commerciale di fianco all’aeroporto può creare pericoli?

Orrù: «No, il piano del traffico era un documento fondamentale dell’iter autorizzativo dell’opera. Con l’apertura della prima parte della struttura di vendita non sono state registrate particolari criticità, quando chi guida in quelle strade capirà come deve muoversi la questione potrà dirsi definitivamente superata. È chiaro che i piani dettagliati per eventuali emergenze esistono e sono in capo all’aeroporto».

Fois: «Se consideriamo semplicemente il traffico generato dal centro commerciale, è così. Ma vorrei riportare l’attenzione sulla Statale 130: pochi giorni fa è bastato un semplice incidente per paralizzare tutta la zona, le auto erano incolonnate sino alla Provinciale 2 e non c’era neppure un vigile urbano a dare indicazioni. È stata la prova provata che non esiste un piano di emergenza efficace, al di là di ciò che è scritto sulle carte. La situazione ovviamente si potrebbe riverberare su una potenziale emergenza in aeroporto».

Le obiezioni al progetto per la nuova Statale 130 e i tempi di realizzazione?

Orrù: «L’unica obiezione è che da via Sestu si può andare solo verso Cagliari, noi chiediamo che ci sia anche un’uscita in direzione Assemini. C’è una disponibilità da parte dell’assessore regionale che è anche commissario per la realizzazione dell’opera. Lui ha parlato di un cronoprogramma rigido, ma conoscendo i tempi della burocrazia mi auguro che in un anno e mezzo-due possano iniziare i lavori».

Fois: «Anche io sono del parere che l’uscita di via Sestu vada mantenuta per non convogliare tutto il traffico verso via Del Pino. Penso che nel sovrappasso progettato in ingresso dalla 130 su via Cagliari debba essere previsto il doppio senso di marcia consentendo alle auto in uscita di svoltare verso Assemini. Non sarebbe necessario l’aggiornamento della valutazione di impatto ambientale e garantirebbe enormi vantaggi per gli automobilisti. Non posso dire quando inizieranno i lavori».

Il futuro di Santa Caterina?

Fois: «È un sito identitario tra i più sentiti e vissuti, di proprietà comunale, i terreni circostanti - dei privati - sono sommersi dai rifiuti. Quell’area dovrebbe essere acquisita al patrimonio comunale dalla Sogaer per renderla davvero fruibile, immagino un grandissimo parco attraversato dalla futura via ciclopedonale che si connetterebbe al fronte laguna rendendo possibile arrivare a Cagliari in bicicletta o semplicemente a piedi».

Orrù: «I terreni hanno un vincolo di inedificabilità ed è prevista la realizzazione di un parco. C’è un finanziamento di 4,5 milioni per il complesso e un altro di un milione per il parco di Tanca ‘e Linarbus. Questo consentirà di restituire l’identità a una festa, quella di Santa Caterina, sentitissima dai cittadini. C’è poi il tema del tratto da realizzare della ciclovia regionale, il progetto è nelle mani dell’Arst che speriamo imprima un’accelerazione. Sempre lì sarà realizzato da Rfi il cavalcaferrovia ciclabile e pedonale».

Scommettete sulla laguna di Santa Gilla?

Orrù: «Sì, senza tentennamenti. Abbiamo fatto un grande investimento, ancora in corso, per la riqualificazione che ha comportato anche l’abbattimento delle baracche abusive a Giliaquas, sanando le posizioni dei pescatori. È importante andare oltre il contratto di laguna e creare un parco: se per ragioni di governance si vuole fare una direzione unica con Molentargius, va bene, anche se gli esperti ci suggeriscono due gestioni distinte. In questo contesto bisogna spingere sulle vie d’acqua».

Fois: «Dico sì al parco di Santa Gilla, va bene anche una gestione unica. E puntiamo sulle vie d’acqua, con un collegamento verso San Pietro, il porto di Cagliari e le chiese lagunari. Potrebbe essere parte dello sviluppo turistico».

Paolo Carta

Paolo Paolini

Piera Serusi

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