Pazienti che rinunciano alle cure: nell’Isola il dato peggiore d’Italia
Gimbe: quasi il 20% dei sardi sceglie di non farsi visitare. Nel 2023 erano il 13,7%. Pesano liste d’attesa e costi(Ansa)
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Dopo l’aggiornamento Istat sullo stato della sanità in Italia, anche l’ultima analisi della Fondazione Gimbe conferma: continua ad aumentare il numero dei sardi che rinunciano alle prestazioni sanitarie.
Secondo il report, che elabora anche i dati Agenas, nel 2025 la quota di sardi che hanno rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie è pari al 19,5% della popolazione, con l’Isola che conquista il primo posto in negativo tra le regioni superando di quasi 10 punti percentuali la media dell'Italia che si attesta al 9,6% (dati Istat).
Si tratta di un dato in ulteriore peggioramento rispetto al 2023 quando la stessa Fondazione Gimbe aveva evidenziato come il 13,7% della popolazione sarda avesse rinunciato alle cure mediche: anche due anni fa il peggior risultato in tutta Italia.
Quanto alle motivazioni, Gimbe evidenzia come le lunghe liste di attesa si confermano la causa più frequente di rinuncia (6,5%), seguite dai costi delle prestazioni (5,2%).
Rispetto al 2025, nel 2026 in Sardegna si registra anche un peggioramento della quota di prenotazioni entro i tempi per le prime visite (-3,7 punti percentuali), mentre migliora per gli esami diagnostici (+5,2 punti percentuali).
Guardando ai dati positivi, nel 2026 la quota di attribuzione della classe di priorità P per le prime visite (entro 120 giorni) nell'Isola è pari al 40,1%, oltre 5 punti percentuali sopra la media italiana del 34,9%.
«I nuovi dati Agenas sulle liste d'attesa – commenta Gimbe – mostrano alcuni segnali di miglioramento, ma il quadro resta critico: oltre 4 milioni di prenotazioni risultano ancora fuori tempo massimo. Inoltre, i dati non consentono di sapere quante prestazioni siano state erogate entro i tempi, né di ricostruire l'attesa complessiva dei cittadini dalla prescrizione all'erogazione».
(Unioneonline)
