Il rischio era quello di far scomparire il "boschetto", ovvero la pineta di eucalipti che si trova all'uscita del paese, in direzione della strada 131, dove il Comune organizza da sempre tutti gli eventi, tra cui la tradizionale "Regata dei Fassonis".

Si tratta di un luogo storico e simbolo del paese, nonché Sito di interesse comunitario e casa di molte specie di uccelli. Negli ultimi anni, l’acqua dello stagno, che si trova praticamente a ridosso dell’enorme polmone verde, è riuscita a erodere circa dieci metri di terra. Per fortuna, però, ora sono al lavoro  gli operai per salvare il salvabile, grazie a diverse opere di ingegneria naturalistica. Pochi giorni fa è iniziato l’importante intervento di salvaguardia dall’erosione costiera e di riqualificazione ambientale.

Gli interventi (Foto concessa dal Comune)
Gli interventi (Foto concessa dal Comune)

Gli interventi (Foto concessa dal Comune) 

Tutto questo è possibile grazie a un finanziamento della Regione, ottenuto dal Comune nel 2022, per un totale di 250.000 euro. Cifra che gli amministratori hanno destinato alla messa in sicurezza della linea. Tra le autorizzazioni di tanti enti, vista l’elevata protezione ambientale del sito, la progettazione e la gara per affidare i lavori, ci sono voluti tre anni. L’intervento è stato progettato dalla Criteria, la stessa impresa che si era occupata degli interventi di messa in sicurezza della marina di Su Pallosu. Come si legge nella lunga relazione progettuale, «l’intervento mira al consolidamento della sponda interna dello stagno di Santa Giusta, soggetta a fenomeni di erosione, mediante interventi finalizzati a mantenere un’elevata naturalità del sito e, allo stesso tempo, un’adeguata protezione dai fenomeni erosivi in atto».

Gli interventi (Foto concessa dal Comune)
Gli interventi (Foto concessa dal Comune)

Gli interventi (Foto concessa dal Comune) 

È in corso l’installazione di rulli in fibra di cocco per il consolidamento e il rinforzo di un tratto di costa. Si tratta di opere a basso impatto ambientale, realizzate con manufatti di origine naturale, che garantiscono una buona resistenza nel tempo e la possibilità di accrescimento spontaneo della vegetazione locale. In corso anche la posa di una palificata in legno, con lo spazio interno occupato da inerti di cava. È prevista poi la recinzione di un'area per limitare il passaggio pedonale. Infine ci sarà l’installazione di pannelli informativi per informare i fruitori dell’area degli atteggiamenti da seguire durante il passaggio nei comparti di notevole sensibilità. 

«È vero, sono passati tre anni, ma purtroppo quando si tratta di zone sensibili l'iter è sempre molto lungo»,  spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Pier Paolo Erbì, «Ma fortunatamente ci siamo, il rischio di perdere una parte importante del territorio era diventato elevato. Noi amministratori tre anni fa ci siamo presentati negli uffici dell’assessorato all’Ambiente per spiegare la necessità urgente di avere i fondi, una volta ottenuti abbiamo avviato la progettazione». Ma non è tutto: «Siamo già pronti per chiedere un altro finanziamento di un milione di euro»,  annuncia Erbì, «per salvaguardare anche l’altra parte di quello che noi chiamiamo golfetto, la zona presente a nord. Anche perché, come è noto, l’acqua sta creando grossi danni anche qui».  

© Riproduzione riservata