Si accende il dibattito politico dopo le critiche sollevate dal Campo Largo sul nuovo Statuto della Provincia.  Il gruppo di maggioranza in un documento  respinge con fermezza le accuse di aver “negato” o “cancellato” la presenza femminile nel testo statutario. «Nessuna donna viene negata, cancellata o resa invisibile dallo Statuto - affermano i consiglieri-  dire il contrario significa travisare i fatti». Viene  ricostruito l’iter del documento, ricordando che lo Statuto è frutto di «un lavoro congiunto tra maggioranza e minoranza, culminato in una bozza condivisa. « Durante questa fase -  spiegano- non è mai stata avanzata alcuna proposta di modifica riferita all’indicazione di genere».

Il tema del linguaggio inclusivo, si legge nel documento, sarebbe stato sollevato solo in sede consiliare in modo generico e senza presentare emendamenti o modifiche testuali. Per trovare un punto di equilibrio, la maggioranza ha proposto di intervenire sul preambolo, chiarendo che «tutti i riferimenti a persone, cariche e funzioni si intendono riferiti a tutte le persone, senza distinzione di genere, con una formulazione coerente con la tecnica normativa utilizzata da Stato, Regioni ed enti locali. 

A sorprendere - spiegano i consiglieri- è che la polemica sia nata dopo l’approvazione, nonostante il Campo Largo abbia votato favorevolmente tutti gli articoli, tranne il preambolo. Sostenere che questa scelta equivalga a negare l’esistenza delle donne nelle istituzioni è un’affermazione grave e priva di fondamento»

 Il gruppo rivendica  infatti il proprio impegno sul tema delle pari opportunità: «Fin dal nostro insediamento abbiamo portato avanti azioni concrete e progetti rivolti ai giovani per promuovere il rispetto delle differenze di genere e contrastare ogni forma di violenza e discriminazione».

La conclusione è una critica diretta al metodo scelto dalla minoranza: «Questo attacco frontale è strumentale e avrebbe potuto essere evitato. Sembra più orientato a colpire la maggioranza che a costruire percorsi condivisi, indispensabili per affrontare con serietà i temi dell’amministrazione provinciale».

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