La lotta alla West Nile è una delle priorità indicate fin dal primo giorno dalla nuova amministrazione provinciale guidata dal presidente Paolo Pireddu. E i primi risultati sembrano confermare la bontà della strategia adottata. A Nurachi, infatti, si è conclusa con esito positivo la fase sperimentale del trattamento antilarvale nei tombini urbani, un progetto innovativo avviato dalla Provincia di Oristano per contrastare la proliferazione delle zanzare, vettori del virus.

L’intervento, affidato alla ditta Nuova Prima e sviluppato in collaborazione con il settore Ambiente della Provincia, ha introdotto un sistema tecnologico realizzato da Newpharm, azienda specializzata in soluzioni a basso impatto ambientale. Il metodo prevede l’installazione nei pozzetti di un dispositivo a rilascio continuo, abbinato a un prodotto antilarvale di origine vegetale. La combinazione crea una barriera superficiale che impedisce lo sviluppo delle larve, garantendo un’azione costante nel tempo.

A illustrare i primi dati è il direttore della Nuova Prima, Luigi Attianese: i monitoraggi effettuati tramite campionamenti hanno rilevato una presenza significativa di larve vitali nei tombini non trattati, mentre nei pozzetti dotati del nuovo sistema, attivo da circa un mese, sono state trovate solo larve non vitali. Un risultato che conferma l’efficacia del trattamento anche sulle deposizioni successive.

Inizialmente erano stati installati circa 100 dispositivi, come intervento migliorativo. Alla luce dei riscontri, la Provincia ha autorizzato l’estensione del sistema all’intera rete di tombini utilizzabili del centro abitato.

Determinante il ruolo dell’amministrazione provinciale, con il presidente Paolo Pireddu e il consigliere provinciale Andrea Grussu, che hanno sostenuto e promosso l’iniziativa. «Questo progetto dimostra come la collaborazione tra istituzioni, imprese e competenze tecniche possa tradursi in risultati concreti per la comunità» afferma Pireddu. «La fase sperimentale a Nurachi ha dato esiti molto positivi e per questo abbiamo deciso di estendere progressivamente il modello a tutto il territorio provinciale».

Sulla stessa linea il consigliere Grussu, che sottolinea l’importanza dell’approccio adottato: «Abbiamo introdotto un metodo che unisce efficacia scientifica e sostenibilità ambientale, puntando sulla prevenzione più che sull’emergenza. L’esperienza di Nurachi dimostra che è possibile conciliare efficienza operativa e tutela dell’ambiente».

Grussu evidenzia inoltre la necessità di ampliare i monitoraggi soprattutto nei centri costieri, dove la proliferazione delle zanzare è più intensa: Oristano, Arborea, Terralba, San Vero Milis. «Ora occorre trovare nuove risorse, perché questi interventi hanno un costo, ma i risultati ci dicono che siamo sulla strada giusta».

Oltre all’efficacia operativa, il sistema presenta vantaggi anche sul piano gestionale: un unico intervento a inizio stagione riduce la necessità di passaggi ripetuti, con un contenimento dei costi e un minor impatto ambientale dovuto alla riduzione degli spostamenti e dell’uso di mezzi.

Alla luce dei risultati ottenuti, il modello sperimentato a Nurachi si candida a diventare una soluzione strutturale per una gestione più efficiente e sostenibile della disinfestazione in tutta la provincia. Un passo avanti importante nella strategia di contrasto alla West Nile, che negli ultimi anni ha colpito duramente il territorio oristanese.

© Riproduzione riservata