Oristano, l’università compie 30 anni: «Qui gli studenti non sono numeri»
Le iscrizioni per il nuovo anno accademico sono ancora aperte e i numeri, per ora, tengonoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Trent’anni, un chiostro che continua a riempirsi di voci e una piccola università che prova a costruire il futuro partendo dal territorio. A gennaio 2027 il Consorzio UNO festeggerà il suo trentesimo anniversario, con il “Carmine” ancora al centro di una storia fatta di lezioni, esami, incontri e percorsi personali molto diversi tra loro.
Le iscrizioni per il nuovo anno accademico sono ancora aperte e i numeri, per ora, tengono: lo scorso anno gli studenti erano 343. Turismo, biotecnologie, tecnologie alimentari, viticoltura ed enologia, qualità e sicurezza dei prodotti alimentari e beni archeologici sono i percorsi già attivi. Dal prossimo anno arriverà anche Infermieristica.
Ma per capire cosa rappresenti davvero il Consorzio UNO bisogna entrare in un’aula. In quella di Management delle destinazioni e del turismo culturale, per esempio, c’è Rosella Zoccheddu, insegnante al Lorenzo Mossa, che accompagnando i suoi studenti alle attività di orientamento ha conosciuto il corso e ne è rimasta affascinata. Così è tornata sui banchi e oggi si ritrova a seguire le lezioni e a sostenere gli esami accanto ad alcune sue ex studentesse. «All’inizio è stato un po’ imbarazzante, poi è diventata una cosa bella».
È questa dimensione raccolta a tornare nei racconti degli studenti. Noemi Zurru parla di «un ambiente familiare e piacevole», Elisa Uras di una realtà dove «non sei un numero». E per Isaac Farella, che dopo anni a Londra ha scelto di studiare a Oristano, il corso può diventare anche un’occasione per restare.
Poi ci sono i numeri, che raccontano un’altra faccia della storia. «Non abbiamo altri finanziamenti strutturali», spiega il direttore generale uscente e unico candidato in corsa per la riconferma, Francesco Asquer. Nel 2025 la Regione ha destinato al Consorzio 1,427 milioni di euro per il funzionamento, mentre la Provincia concede gratuitamente la sede del Carmine.
Il presidente Gianvalerio Sanna guarda però già oltre i trent’anni: l’obiettivo è continuare a legare università, territorio e lavoro. E non basta la didattica. «Dobbiamo migliorare le condizioni abitative», dice. Perché per diventare davvero città universitaria, Oristano dovrà riuscire a fare spazio agli studenti anche fuori dalle aule.
