A Oristano le bollette della Tarip 2026 stanno arrivando nelle case, mentre la prima scadenza, il 16 settembre, è già passata. Chi riceverà l’avviso in ritardo, chiarisce il Comune, potrà pagare senza mora.

Il tema, però, è soprattutto un altro: capire come è stato costruito il conto. A luglio l’assessore al Bilancio Simone Prevete aveva evidenziato che non sarebbe stato necessario un aumento generalizzato, anche grazie all’81,68 per cento di differenziata e ai 343.468 euro di premialità regionale. Eppure arrivano segnalazioni di bollette più alte.

Antonio Cubeddu, del patronato Inca Cgil, racconta: «Nonostante un’attentissima differenziazione dei rifiuti, la mia bolletta è arrivata quasi a 400 euro, più alta rispetto a un anno fa». E aggiunge: «È assurdo che una tassa così importante venga calcolata sulla base di operazioni che il cittadino non può controllare».

Il riferimento è agli svuotamenti del secco: la tariffa ne comprende da 24 a 36, in base al nucleo familiare, mentre quelli oltre la soglia costano 0,070 euro al litro. Il Comune spiega che gli eventuali svuotamenti aggiuntivi vengono rilevati automaticamente dal gestore e trasmessi al software KTarip. Quelli addebitati nel 2026 riguardano i conferimenti del 2024; nel 2027 saranno conteggiati quelli del 2025.

Per verificare i dati il riferimento è il Servizio Ambiente. Meno conferimenti del minimo non danno invece diritto a sconti: semplicemente non vengono addebitate eccedenze.

«Il Comune dovrebbe far capire ai consumatori quanti ritiri gli operatori hanno fatto per singola utenza - osserva Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna - Perché se quei numeri determinano quanto paghi, devono essere visibili a chi paga».

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