«Finalmente il sindaco di Cabras ammette che esiste un problema legato alla gestione dell’accoglienza dei migranti nel nostro territorio. E finalmente sembra accorgersene anche il Movimento 5 Stelle, attraverso la presidente della Regione Alessandra Todde».

Lo dichiara Fenisia Erdas, consigliera comunale di opposizione a Cabras, commentando l’incontro tra il sindaco Andrea Abis e la presidente della Regione sulla situazione del Cas per minori stranieri non accompagnati.

«Ci auguriamo che la presidente Todde, dopo aver preso atto direttamente delle conseguenze che una gestione incontrollata dell’accoglienza può produrre sui territori, porti questa consapevolezza anche all’interno del Movimento 5 Stelle e contribuisca a invertire la rotta rispetto alla contrarietà manifestata finora verso le politiche del Governo Meloni in materia di contrasto all’immigrazione irregolare e di maggiore controllo dei flussi - spiega Erdas - Per quanto riguarda il sindaco Abis, però, il ritardo è ancora più grave. Oggi chiede la chiusura del centro e denuncia problemi di sicurezza e di sostenibilità della struttura. Ma le domande sono inevitabili: dov’era l’amministrazione comunale quando il centro è stato aperto? Perché non si è opposta allora a una scelta che avrebbe potuto avere conseguenze così rilevanti per una comunità come quella di Cabras? E soprattutto, perché non ammise la gravità della situazione quando come consiglieri di minoranza gia un anno fa portammo all’attenzione di questa amministrazione le problematiche legate ai Cas? Forse oggi non saremmo a questo punto. Non si può attendere che una situazione diventi ingestibile per scoprirne improvvisamente la gravità. Governare significa anche prevenire i problemi, rappresentare per tempo le preoccupazioni dei cittadini e pretendere che ogni scelta sull’accoglienza sia compatibile con le dimensioni, i servizi e gli equilibri sociali del territorio».

Erdas poi si sofferma sul paese: «Oggi la priorità è certamente riportare serenità a Cabras, tutelare i cittadini e, allo stesso tempo, garantire ai minori ospitati condizioni di accoglienza adeguate. Ma questo non può cancellare le responsabilità politiche di chi si accorge del problema soltanto quando l’emergenza è ormai esplosa e, dispiace dirlo, nonostante le segnalazioni e le richieste di attenzione ricevute».

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