Tre anni di mandato, investimenti per rafforzare la Sartiglia e il sistema culturale cittadino, conti in crescita ma anche criticità finanziarie ancora da risolvere. Carlo Cuccu lascia la presidenza della Fondazione Oristano rivendicando il lavoro svolto e senza recriminazioni per la fine dell’esperienza. Dopo la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, il presidente uscente traccia il bilancio del triennio 2023-2026 e guarda al cambio al vertice senza sorpresa: «Non c’è delusione, né tantomeno sorpresa».

Nel documento di fine mandato, Cuccu ripercorre i risultati raggiunti: il contributo straordinario regionale da 500 mila euro, l’acquisto di 1.452 sedili per le tribune della Sartiglia, le attrezzature per gli eventi e il rafforzamento delle entrate da biglietteria. Il valore della produzione è passato da circa 1,09 milioni nel 2022 a oltre 1,6 milioni nel biennio 2024-2025, mentre il patrimonio netto è salito da 93 mila a 124 mila euro.

Restano però i problemi di liquidità legati ai ritardi nell’erogazione dei contributi pubblici, le difficoltà nei pagamenti ai fornitori e la carenza di personale amministrativo. Cuccu segnala anche la necessità di migliorare la programmazione degli eventi e di regolarizzare le concessioni degli immobili utilizzati dalla Fondazione.

Nel congedarsi, ringrazia il vicepresidente Nando Faedda, i consiglieri Danilo Atzeni e Maria Cadeddu, le direttrici scientifiche dei musei e il personale. E rivendica una Fondazione «meglio attrezzata, con una dotazione più ampia e basi operative più solide».

Alla domanda se s’è rammarico per la conclusione del mandato, la risposta di Cuccu è netta: «No, c’è solo la soddisfazione verso un’esperienza difficile e gratificante, i meccanismi della politica sono noti e gli incarichi amministrativi sono parte integrante di come si muovono quei meccanismi, quindi non c’è delusione, né tantomeno sorpresa».

 

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