Finestre ancora prive di vetri, buio lungo tutto il corridoio della sezione, telecamere di videosorveglianza distrutte e non funzionanti, cavi elettrici penzolanti dal soffitto e cassette di derivazione dell'impianto elettrico prive delle necessarie coperture di sicurezza.

A Massama, dopo i danni provocati dai disordini di fine agosto, la sezione 2B resta a rischio ma continua a ospitare trenta detenuti. A denunciare le condizioni del reparto è il Consipe, che torna a chiedere interventi urgenti nella Casa di reclusione “Salvatore Soro” di Massama  a quasi un mese dalla devastazione della sezione 2B dove persistono gravissime criticità. Ma anche il trasferimento temporaneo dei detenuti e il potenziamento dell'organico.
Oggi una delegazione della Consipe, guidata dal segretario nazionale Roberto Melis, accompagnato da quello regionale Gianluca Ghisaura e dai segretari Locali Michele Porcu e Daniele Porcu, ha effettuato una visita al carcere al fine di verificare lo stato dei luoghi.

«Quanto riscontrato desta forte preoccupazione e rappresenta un quadro che non può essere sottovalutato - si legge in una nota firmata da Roberto Melis -  Nonostante sia trascorso quasi un mese dai gravi eventi che hanno compromesso la sicurezza e la funzionalità del reparto, persistono ancora condizioni estremamente critiche che incidono direttamente sulla sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria e sulla corretta gestione dell'istituto. Nel corso della visita è stata inoltre riscontrata una grave carenza di personale, quantificabile in circa il 30% dell'organico previsto, situazione che continua a gravare pesantemente sugli operatori in servizio, chiamati quotidianamente a garantire ordine, sicurezza e funzionalità dell'istituto nonostante le rilevanti difficoltà organizzative. Abbiamo trovato disponibilità al dialogo e un atteggiamento collaborativo da parte della Direzione e del Comando, elementi che apprezziamo e che riteniamo fondamentali per affrontare le problematiche dell'istituto. Tuttavia il nostro compito è quello di rappresentare con chiarezza le difficoltà che il personale vive quotidianamente. Le criticità riscontrate nella sezione 2B, unite a una carenza di organico che si attesta intorno al 30%, impongono risposte rapide e concrete. Non possiamo continuare a chiedere ulteriori sacrifici agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria che ogni giorno garantiscono sicurezza e ordine in condizioni spesso estremamente complesse. Auspichiamo che alle rassicurazioni ricevute seguano in tempi brevi interventi tangibili e risolutivi».

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