Sedilo si prepara a vivere  giornate  intense e partecipate. Sabato 3 e domenica 4 ottobre torna l’appuntamento con “Ichnos e Zenias de Atonzu”, la grande manifestazione dedicata alla cultura, alle tradizioni e all’identità, promossa da Ichnos e fortemente voluta dall’amministrazione comunale. Un evento che ogni anno trasforma Sedilo in un crocevia di popoli, suoni e saperi, capace di unire enogastronomia, artigianato, musica, folklore, cavallo e turismo in un unico grande abbraccio.

«Per Sedilo, Ichnos e Zenias de Atonzu non è solo una festa, è il nostro modo di affermare chi siamo» dichiara il sindaco Salvatore Pes. «È il momento in cui la comunità si ritrova, apre le sue porte e racconta la sua storia millenaria. In un territorio come il Guilcier, custodire le tradizioni significa costruire futuro. Vogliamo che Sedilo sia sempre più un punto di riferimento per la cultura identitaria sarda, un luogo che accoglie e valorizza le più belle espressioni artistiche dell’isola». Il programma, ricchissimo, animerà fin dal mattino le vie del centro storico con degustazioni di prodotti tipici, artigianato artistico, laboratori degli antichi mestieri – dal pane al formaggio, dalla pasta tradizionale alla tessitura – e attività legate alla cultura equestre, con il battesimo della sella e il palio degli asini. Domenica 4 ottobre si terrà il IX palio del Guilcier, riservato ai cavalli anglo-arabi nati in Sardegna. Il cuore culturale della manifestazione sarà sabato 3 ottobre alle ore 11 in piazza San Giovanni Battista con il convegno-concerto “Il canto a tenore, memoria e identità di Sardegna”, dedicato al canto millenario proclamato patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Un momento di approfondimento e grande emozione, coordinato da Giuliano Marongiu con l’intervento dello studioso Sebastiano Pilosu, che vedrà l’esibizione di alcune delle formazioni più rappresentative: il tenore Su Connotu di Fonni, il tenore Santu Bachis di Bolotana, Su Cuntrattu Seneghesu di Seneghe, oltre a Giuseppe Virdis all’organetto e Roberto Tangianu alle launeddas. Dalle ore 15, sempre in piazza San Giovanni Battista, spazio a “Sedilo in festa per Ichnos e Zenias de Atonzu”, grande evento di musica, tradizioni e spettacolo condotto da Giuliano Marongiu.

Sul palco si alterneranno i Fantasias de Ballos, Cecilia Concas, Andrea Rosas, Lucia Budroni, Gianbattista Longu e una parata straordinaria di gruppi folk: Santu Antine, Santu Juanne Battista, Thalasai, Sant’Andria di Giave (con Roberto Murgia, Antonello Salis, Giuseppe Murru), Battor Moros di Oliena, Città di Oristano, Civitas Mariana di Luogosanto, Saludos di Nuoro, Tradizioni popolari di Macomer, insieme ai tenores e a Su Cuntrattu Seneghesu. Nel corso del pomeriggio si terrà l’evento simbolo: “Su ballu tundu” più grande della Sardegna, una gigantesca catena di ballo sardo che abbraccerà l’intera piazza, con centinaia di danzatori in costume tradizionale. «Su ballu tundu è il nostro cerchio dell’accoglienza – aggiunge il sindaco Pes – nessuno resta fuori». Momento di alto valore civile e umano sarà la consegna del Premio Ichnos 2026 al dottor Peppino Baffi, direttore della rianimazione, anestesia e oncologia della Asl di Nuoro. Un riconoscimento a una figura che con professionalità, dedizione e profonda umanità rappresenta un’eccellenza della sanità sarda e un punto di riferimento per centinaia di famiglie, incarnando i valori di impegno, solidarietà e servizio alla comunità che sono alla base dello spirito di Ichnos.

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