Sicurezza nei porti, scali più moderni, la costruzione di nuovi scali con strutture commerciali, artigianali, di trasporto e servizi tali da contribuire alla crescita economica e occupazionale di tutto il territorio, ma anche la realizzazione di  scali di alaggio, di porti a secco e di nuovi campi boe per lo stazionamento e per l'ormeggio adeguati a imbarcazioni di diverso tonnellaggio.

Sono alcune delle richieste che il Coordinamento delle associazioni dei diportisti porterà all'attenzione della Regione.

Tutto questo è emerso durante un confronto con le associazioni datoriali in rappresentanza degli artigiani, dei commercianti, delle cooperativa e degli imprenditori della provincia di Oristano. "Si è trattato di un'importante occasione di incontro e di discussione, nel corso della quale il Coordinamento ha esposto ai partecipanti la piattaforma rivendicativa gestita per chiedere alle istituzioni competenti e agli organismi politici locali e regionali la realizzazione di importanti infrastrutture e di adeguati servizi a sostegno della nautica da diporto e della pesca professionale - spiega il portavoce del Coordinamento, Ivo Zoccheddu -  Tutti gli interventi hanno evidenziato le gravi carenze infrastrutturali e dei servizi alla nautica che caratterizzano la costa occidentale della Sardegna.

Si parte dalla considerazione che la la costa ovest dell’Isola è la più esposta ai venti e alle mareggiate e, contestualmente, è la parte dell'intera Isola che offre meno ripari naturali per le imbarcazioni di qualsiasi natura. 

Considerazioni - va avanti Zoccheddu - che hanno permesso ai vari oratori di dichiararsi d'accordo sulla necessità di costruire una moderna ed efficiente rete di porti dedicati alla nautica da diporto, per il turismo e alla pesca professionale". La piattaforma rivendicativa del Coordinamento comprende un altro punto importante che è rappresentato dalle concessioni demaniali. La scadenza, prevista per il 2027, costringerà la Regione a provvedere con urgenza alla rinnovo delle stesse. "Il grave ritardo che la Regione registra in merito rischia di penalizzare tutti gli operatori economici e le associazioni che tendenza nel settore - spiega il presidente -  Nel gestire le attribuzioni delle concessioni demaniali, la Regione dovrà considerare l'importante ruolo sociale svolto dalle associazioni, con soci che pagano di tasca per assicurare alla collettività importanti servizi. Ovviamente, si deve considerare che, proprio per il ruolo sociale che svolgono, le associazioni non possono e non devono versare alla Regione quanto pagano gli operatori economici che dalle concessioni ricavano lauti guadagni".  
La riunione si è conclusa con la ferma intenzione dei partecipanti di chiedere alla Giunta Regionale un incontro. 

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