Decreto Abodi, malumori sul caschetto anche a Paulilatino
Anche le corse a sa pudda e a sa padeddas in programma a febbraio oggetto della stretta sulle misure di sicurezzaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Malumori anche a Paulilatino sul fronte di quanto prevede il decreto Abodi. Non va giù l’idea di indossare il caschetto in occasione delle corse a sa pudda e a sa padeddas, in programma il 21 e il 22 febbraio con la partecipazione di un centinaio di cavalieri in ognuna delle giornate lungo il tracciato in via Nazionale. È di questa mattina un incontro in Prefettura al quale hanno partecipato il sindaco Domenico Gallus, il presidente del Circolo ippico Claudio Bruno con un altro componente del direttivo e il responsabile della polizia municipale.
Il sindaco non ha dubbi sul fatto che la legge vada rispettata, ma spiega che per Paulilatino il fattore tempo potrebbe essere determinante. «E’ ovvio che il sindaco deve far rispettare la legge, ma questo non vuol dire che la manifestazione non si terrà – spiega il primo cittadino -. Abbiamo la fortuna di poter vedere cosa accadrà prima in occasione della Sartiglia ad Oristano e di Sa carrela a Santlussurgiu».
Chi confida in un’evoluzione positiva della situazione è il Circolo ippico, che organizza le due corse. «Per le manifestazioni equestri tradizionali, alcune che vanno avanti da secoli, riteniamo che le restrizioni previste nel decreto legislativo non debbano essere applicate, perché significherebbe snaturare gli usi e i costumi della tradizione», dice il presidente del Circolo ippico Claudio Bruno. «Leggendo il decreto, a nostro avviso, alcune parti non sono proprio applicabili a tutte le manifestazioni equestri proposte nel periodo di carnevale in Sardegna. Contiamo di sentire i presidenti delle altre associazioni per cercare di trovare un compromesso ed evitare che le nostre tradizioni vengano snaturate». Claudio Bruno aggiunge: «Sas Cursas de Carrasegae affondano le proprie radici in antichi riti di età medievale legati ai cicli agricoli, alla fertilità della terra e al rinnovamento stagionale. La principale corsa rituale, Sa Cursa a sa Pudda, è già documentata nell’Ottocento nel Dizionario di Goffredo Casalis, che testimonia l’esistenza a Paulilatino di corse equestri con valore simbolico e propiziatorio. Queste tradizioni si inseriscono nel più ampio fenomeno europeo delle giostre equestri di matrice iberica, diffuse in Sardegna in epoca aragonese e spagnola e comuni anche ad altre celebri manifestazioni isolane, come la Sartiglia di Oristano, confermando l’appartenenza delle Cursas a un antico patrimonio culturale condiviso del Mediterraneo». Adesso bisognerà vedere cosa accadrà.
