Lo scorso 29 giugno, a causa della mancanza di alcuni parapetti sul palco del teatro di Tharros dove stava per iniziare il concerto che inaugurava la stagione estiva, una corista di 14 anni ha fatto un volo di quattro metri. Vicenda fin da subito sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Oristano che ha aperto un'inchiesta coordinata dalla pm Silvia Mascia. 

Dai primi risultati degli accertamenti eseguiti dai carabinieri di Cabras e Oristano, dai militari del Nucleo Ispettorato del lavoro e dal Servizio prevenzione sicurezza ambienti di lavoro della Asl, gli indagati sono nove. Si tratta di Marco Fresi (coordinatore dell'Associazione Enti locali per le attivitità culturali e di spettacolo che organizza gli eventi a Tharros promossi dalla Fondazione Mont'e Prama), Giovanna Luigia Peddio (rappresentante legale dell'azienda Grc srl) e Giuseppe Peddio (responsabile del montaggio sempre della ditta Grc). Nel registro degli indagati si legge poi il nome di Pietro Morittu (rappresentante legale dell'Associazione enti locali), l'ingegnere Gianni Porcu (responsabile dei lavori di messa in opera per la sicurezza sempre dell'Associazione Enti locali). Poi Alessio Lilliu e Matteo Piseddu (rappresentanti legali dell'azienda  "Scenotecnica srl"). Poi Fenisia Erdas (insegnante di musica) e Gian Luigi Casula (direttore d'orchestra).

Le ipotesi di reato sono lesioni colpose gravi, violazione delle norme sulla tutela del lavoro dei minori e mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro

La giovane, ricoverata per diversi giorni all'ospedale di Sassari, dove ha subito anche un intervento delicato al braccio, ora è a casa con la famiglia. A causa delle varie fratture, tra cui quella al bacino, è costretta a stare sulla sedia a rotelle per non caricare il peso del corpo. La famiglia della giovane è difesa dall'avvocato Cecilia Fà: «Il 13 luglio scorso  - spiega - si è tenuto l'accertamento tecnico irripetibile per accertare la dinamica e le cause della caduta che ha coinvolto la minore e per verificare la presenza di eventuali violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro». Il legale ha poi spiegato cosa succederà ora: «Il post operatorio sarà molto lungo - ha spiegato - bisognerà accertare infatti la gravità delle lesioni subite. I genitori, che hanno piena fiducia nell'operato della magistratura, attendono gli esiti delle perizie che accertino se siano state effettivamente rispettate le norme previste in materia di sicurezza e tutela della loro figlia, nella speranza che incidenti così non si ripetano più».

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