La scena è da brividi: un gruppo di bambini gioca a palla contro il costone che rischia di crollare da un momento all'altro. Ma non solo, c’è chi passeggia lungo la spiaggia, chi va a fotografare i reperti archeologici che la Soprintendenza tiene sotto controllo e chi scende dalle scalinate di legno pericolanti, dopo aver scavalcato la rete metallica posizionata dal Comune di Cabras per vietare il transito.

Nella borgata marina di San Giovanni di Sinis sono poche le persone che stanno rispettando l'ordinanza emessa pochi giorni fa dal sindaco di Cabras, Andrea Abis, che vieta l'accesso a tutte le zone interdette recintate dalle reti arancioni e in ferro.

Domenica pomeriggio i curiosi hanno approfittato della bella giornata di sole per raggiungere la borgata marina e osservare da vicino la frattura presente nel costone alto della marina, lunga più di 100 metri. Un fenomeno inaspettato e straordinario causato a metà febbraio dal maltempo e che ha costretto il primo cittadino a chiudere le aree a rischio. Le regole, però, vengono ignorate.

Domenica pomeriggio, la presenza di molte persone è stata segnalata ai barracelli che sono immediatamente arrivati sul posto. Il comandante Giuseppe Pitzus: «In tantissimi stanno ignorando il pericolo. C’è chi ha detto che dovevamo dimostrare che erano arrivati in spiaggia via terra e non via mare,  ma anche che tutte quelle recinzioni sono una presa in giro e che il mare è di tutti. E poi c'è chi afferma che i divieti non sono evidenti, ma questo non è assolutamente vero».  

Le reti arancioni e le barriere in ferro si vedono eccome, ma è affissa anche l'ordinanza comunale dappertutto. «Ora metteremo nero su bianco una relazione che poi verrà consegnata alla polizia locale, che punirà i trasgressori», conclude Pitzus. Nei giorni scorsi, il sindaco di Cabras, Andrea Abis, ha chiesto a tutte le forze dell'ordine di essere presenti nella borgata per allontanare i curiosi dalle zone pericolose e interdette. Impresa non facile.

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