Cala Goloritzè accostata alla mafia cinese: parte la diffida del Comune di Baunei
Il sindaco del paese ogliastrino scrive all’autore, l’immagine della perla della costa usata per parlare di criminalità organizzata orientale: «Cancelli e chieda scusa»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Cala Goloritzè accostata alla mafia cinese, il Comune di Baunei diffida il responsabile di un noto blog che si occupa di criminalità organizzata.
Tommaso Ricciardelli nei suoi scritti e nei suoi prodotti editoriali si occupa prevalentemente di mafie. E ha dedicato un intervento alle infiltrazioni della malavita cinese nell’Isola. Il problema è che nella copertina di un post du Instagram il titolo, inequivocabile, ha come sfondo la perla della costa di Baunei.
Accanto, un testo. Si legge, tra l’altro, che «in Sardegna, negli ultimi venticinque anni, non emerge una presenza strutturata e stabile paragonabile ad altre regioni. Ma l’isola non è affatto immune: diverse indagini e operazioni hanno acceso i riflettori su episodi riconducibili a criminalità organizzata di origine cinese, principalmente relativi a reati economici e attività di copertura. Sequestri di merce contraffatta o non conforme, frodi fiscali con “cartiere” e fatture false, società fantasma e riciclaggio: meccanismi che spesso collegano la Sardegna a filiere più ampie, nel resto d’Italia e in Europa». E si parla anche di centri massaggi dove si pratica la prostituzione.
Notizie note, insomma. Che non avrebbero suscitato clamore se non ci fosse stata quell’immagine.
Il sindaco di Baunei, Stefano Monni, ha inviato una lettera di diffida all’autore, con intimazione alla rimozione della foto: «Sino ad oggi abbiamo assistito a “furti” di immagine del nostro territorio, chiedendone conto ai responsabili», spiega il primo cittadino.
Questa mattina, «esprimendo il nostro sdegno, abbiamo dovuto diffidare chi ha associato il fenomeno mafioso a Cala Goloritzé, alla rimozione dell’immagine e a non associare il Comune di Baunei a qualsivoglia fenomeno criminoso e mafioso in particolare, con l’invito a porgere formali e pubbliche scuse alla comunità baunese».
Enrico Fresu
