Arzana, il maestrale lascia in eredità profonde cicatrici. Il sindaco: «Ci rialzeremo»
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La bufera di vento dei giorni scorsi ha messo a dura prova l’Ogliastra. Le cicatrici sono profonde in tutti i centri, nessuno escluso.
Arzana eredita da Harry 2 danni al patrimonio ambientale e infrastrutturale. Gli anziani del paese, memoria storica della comunità, riferiscono di non ricordare un’intensità del vento così forte. In passato il paese ai piedi del Gennargentu ha conosciuto periodi di piogge intense seguiti da venti sostenuti, ma mai, a detta di molti, si era assistito a un fenomeno di questa portata e con effetti così diffusi.
La perturbazione ha sottoposto a forti sollecitazioni solai, ancoraggi di tetti e impianti fotovoltaici, strutture che quando i residenti erano bambini non esistevano, evidenziando quanto gli eventi atmosferici estremi stiano incidendo sempre più sul territorio.
Particolarmente dolorosa è stata la perdita di una parte significativa del patrimonio boschivo: una vera e propria strage di alberi che rappresentavano non solo un valore ambientale ma anche affettivo. Ad Arzana ricorderanno con tristezza le piante che hanno accompagnato la vita di intere generazioni: quelle dei giardini di San Vincenzo, vicino alla chiesa, del Parco Carmine, del Parco Monsignor Virgilio e del Parco di San Rocco.
«Per fortuna - sottolinea con forza il sindaco, Angelo Stochino - non si sono registrati danni alle persone. Questo è l’aspetto più importante». Sin dalle prime ore dell’emergenza l’amministrazione comunale ha attivato tutte le procedure necessarie, operando in coordinamento con il personale tecnico comunale, le squadre degli operai, la Protezione civile, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco.
«Desidero rivolgere un ringraziamento sentito alla squadra tecnica e agli operai comunali che hanno lavorato senza sosta per mettere in sicurezza strade, edifici e aree pubbliche. Questa emergenza ha dimostrato concretamente che la scelta dell’amministrazione di rafforzare l’organico con due operai a supporto degli uffici e con un ulteriore ingegnere è stata una decisione necessaria per garantire tempestività ed efficienza. Un ringraziamento - prosegue il sindaco - va anche all’Agenzia Forestas che si è messa a disposizione del Comune per fronteggiare l’emergenza, nonostante la ridotta presenza di personale nel cantiere forestale di Arzana, attualmente composto da 31 unità rispetto alle 100 unità operative negli anni successivi alla riorganizzazione del comparto forestale. Questo dato impone una riflessione seria sulla necessità di rafforzare i presìdi territoriali nei comuni interni, soprattutto in un contesto in cui gli eventi estremi sono sempre più frequenti». I vigili del fuoco sono stati in prima linea. «Un ringraziamento particolare al personale del distaccamento di Lanusei che, con professionalità, ha gestito situazioni di elevato rischio facendo sentire i cittadini non abbandonati dalle istituzioni. Colgo l’occasione per rivolgere un appello al Comando nazionale dei Vigili del fuoco: un’unica autoscala a servizio di cinque distaccamenti rappresenta una dotazione oggettivamente insufficiente rispetto a eventi calamitosi che richiedono interventi contemporanei in più comuni nell’arco delle stesse 24 ore». Emblematico è stato il caso del Centro Aias di Arzana, dove due grossi pini compromettevano la sicurezza di pazienti fragili ricoverati nella struttura. «In situazioni come questa, la tempestività degli interventi è determinante», rimarca il primo cittadino.
L’amministrazione sta procedendo alla ricognizione puntuale dei danni al patrimonio pubblico e invita i cittadini che abbiano subito danni a trasmettere al Comune apposita documentazione descrittiva, corredata - se possibile - da relazione tecnica e stima presunta dei danni, al fine di consentire la richiesta di attivazione delle misure previste dalla normativa regionale in materia di calamità naturali. «Arzana saprà rialzarsi. Ma quanto accaduto deve portarci a rafforzare prevenzione, manutenzione e dotazioni operative nei territori interni», conclude Stochino.
