Una discarica dimenticata, con materiale maleodorante, è stata riportata alla luce, nel cuore dell'area industriale di Tossilo e subito messa sotto sequestro dalla Polizia Locale e con l'intervento anche dei carabinieri, dopo le segnalazioni delle aziende vicine, che lamentavano l'odore insopportabile.

Si tratta di circa 2500 tonnellate di farine animali, stoccate da vent'anni in un vecchio capannone di duemila metri quadri, di cui nessuno sembrava conoscere l'esistenza. Materiale che è stato sparso da una azienda privata, all'interno del recinto che delimita la pertinenza del capannone. Operazione che ha generato i miasmi e che ha fatto scattare l'allarme e le lamentale degli operatori dell'area industriale di Tossilo, che hanno informato le forze dell'ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la Polizia Locale di Macomer, che hanno bloccato le operazioni di spargimento dei rifiuti e intimato l'azienda titolare a riportare tutto all'interno del capannone, per impedire le esalazioni nel territorio circostante.  I responsabili sono stati denunciati all'autorità giudiziaria, ma si devono adoperare per smaltire il materiale a proprie spese. 

Attorno alla vicenda c'è il più assoluto riserbo. «Sappiamo che il materiale ritrovato è oggetto di valutazione da parte delle autorità competenti»,  dice Mario Zacchino, commissario liquidatore del Consorzio Industriale, «sappiamo che quel capannone e l'area pertinente dovevano essere messi in vendita». Lo smaltimento di questi materiali ha un costo che si aggira attorno ai 500 mila euro.  

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