Richiamava anche oltre 20 mila visitatori da tutta l'isola e anche da oltremare. Dopo dieci anni intensi di grandi manifestazioni, Macomer perde la fiera nazionale "Caccia, Pesca e Tempo Libero", che veniva organizzata dall'associazione nazionale "Caccia, pesca e Ambiente". Vi partecipavano le principali case produttrici di armi, munizioni, abbigliamento e accessori vari e dove si svolgevano diverse manifestazioni di contorno. Per Macomer era stata scelta per la sua centralità geografica e per la disponibilità dell'area fieristica, utilizzata per la mostra del bestiame.  La manifestazione è stata trasferita a Ozieri.

«Non conosciamo le motivazioni per cui la Mostra della caccia abbia scelto altra destinazione perché nessuno si è degnato di comunicarcelo - dice con amarezza il sindaco, Riccardo Uda - quello che sappiamo è che gli organizzatori e i numerosi visitatori che avevano partecipato all’evento lamentavano enormi carenze organizzative e in particolar modo l’assenza del servizio di telefonia che rendeva ingestibile la gestione della manifestazione. Nel frattempo, abbiamo saputo che nel 2022, se solo l’allora Giunta avesse fatto domanda, la soluzione al problema telefonia nella struttura fieristica del Monte, sarebbe stato risolto a costo zero per il Comune grazie ai fondi del Pnrr. Oltre ai 300 mila euro già investiti sul complesso, il Comune ha programmato ulteriori interventi di potenziamento della struttura su cui intende investire in Accordo con Regione, Forestas e Protezione Civile che condividono l’importanza di un sito su cui, già in questi anni, abbiamo programmato eventi e garantito una qualità dei servizi sconosciuta nel quinquennio che ci ha preceduto».

Dall'opposizione, tuttavia, Rossana Ledda, ex vice sindaco, attacca. «Era un evento consolidato e molto partecipato verrà spostato in altra sede. La giunta Uda perde una grande opportunità legata alla centralità logistica e delle relazioni. La struttura fieristica si trova in uno scenario naturale ai piedi del monte S Antonio, facilmente raggiungibile, ed è stata recentemente ed in parte ristrutturata con 300 mila euro di fondi pubblici. A tutt’oggi è sottoutilizzata e se non si sfrutta si tratta di occasioni mancate e di svuotare di senso l’investimento. La fiera- dice ancora Rossana Ledda- generava flussi molto significativi di visitatori, operatori nazionali, entrate per strutture ricettive, servizi collegati ed indotto, che verranno spostati in altro luogo capace di tenere relazioni, know how e benefici economici. Macomer non si può permettere di perdere quella fiducia e visibilità  e ne tantomeno qualsiasi opportunità di generare scambi, interazioni, eventi e sviluppo e questa amministrazione dimostra scarsa progettualità e visione».

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