La Riserva della Biosfera MaB Unesco di Tepilora, Rio Posada e Montalbo entra nel gruppo delle 62 nuove regioni europee selezionate dall’Unione europea per rafforzare i piani di adattamento ai cambiamenti climatici.

L’area sarda rientra tra i territori considerati più vulnerabili del continente ed è stata ammessa al programma Pathways2Resilience, progetto faro della Missione Ue sull’adattamento climatico.

A coordinare le attività tecniche e istituzionali previste nel territorio di TPM sarà il Parco naturale regionale di Tepilora in collaborazione con le società partner Basi comunicanti della Spezia e Smart Revolution di Torino.

L’iniziativa locale, denominata TPMBiosphere4Climate, punta a costruire un percorso di resilienza climatica basato su dati scientifici, partecipazione delle comunità e governance integrata.

Il programma Pathways2Resilience, lanciato da Bruxelles nel 2023, coinvolge complessivamente 100 enti locali e regionali europei, rappresentativi di oltre 100 milioni di cittadini, con l’obiettivo di migliorare la capacità dei territori di affrontare gli impatti del cambiamento climatico attraverso percorsi formativi e strumenti di pianificazione avanzata.

Le 62 regioni appena selezionate – che ospitano circa 55 milioni di abitanti, tra cui i 50mila residenti dei 17 Comuni della sola Riserva della Biosfera Unesco della Sardegna – hanno individuato come principali minacce climatiche le inondazioni costiere e fluviali (43%), lo stress termico (36%) e la siccità (21%), con ricadute su infrastrutture, sicurezza pubblica e patrimonio culturale.

Questi territori si affiancano alle 38 regioni entrate nel programma nell’ottobre 2024. Ciascun ente riceverà 210mila euro di finanziamenti a fondo perduto, oltre all’accesso a strumenti personalizzati, percorsi di apprendimento tra pari, tutoraggio e consulenza specialistica.

Entro 18 mesi dovranno essere elaborati una strategia di resilienza climatica e un piano d’azione e di investimento. La seconda fase del progetto vale complessivamente 21 milioni di euro di fondi europei.

«Mi congratulo vivamente con tutte le regioni selezionate nella seconda coorte di Pathways2Resilience», ha dichiarato Elina Bardram, responsabile dell’Adattamento della Missione Ue presso la Commissione europea.

«L’iniziativa aiuta la Missione sull’adattamento a raggiungere i suoi obiettivi, promuovendo la resilienza climatica regionale attraverso supporto personalizzato e apprendimento tra pari».

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Parco di Tepilora e coordinatore di TPM, Martino Sanna: «Per la nostra Riserva della Biosfera si tratta di una straordinaria opportunità di studio e analisi, con il coinvolgimento diretto delle comunità, su territori fragili colpiti negli ultimi anni da eventi climatici estremi». Il riferimento è alle alluvioni del 2013 e del 2020, agli incendi boschivi, alle stagioni di siccità e alle prolungate ondate di calore oltre i 40 gradi. «Le attività del progetto – ha aggiunto – ci permetteranno di costruire modelli di adattamento replicabili in altre aree del Mediterraneo».

Il prossimo 11 febbraio, le 100 regioni partecipanti si riuniranno a Budapest per il summit Pathways2Resilience.

La capitale ungherese, già alle prese con inondazioni e ondate di calore, è considerata un esempio di buone pratiche grazie a una strategia di resilienza climatica integrata, che include interventi di sviluppo verde, gestione delle acque piovane e contrasto al caldo urbano.

«Con 100 regioni ora a bordo, Pathways2Resilience sta creando una rete potente di comunità locali impegnate nell’adattamento climatico», ha sottolineato Thomas Koetz, senior advisor di Climate KIC e coordinatore del programma. «Questa seconda fase porta nuova energia e prospettive diverse, accelerando il percorso di resilienza dell’Europa in un momento in cui gli impatti climatici si stanno intensificando».

(Unioneonline/Fr.Me.)

© Riproduzione riservata