Prende forma un percorso destinato a riportare al centro dell'attenzione scientifica, il patrimonio dell'archeologia industriale di Macomer, legato particolarmente agli antichi caseifici, come testimonianza da conoscere e salvaguardare e come possibile risorsa per il futuro del territorio.

Sarà l'università di Sassari a studiare l'ex caseificio Albano e il quartiere industriale storico di Macomer, che si affaccia nella vallata di S'Adde. Docenti e studenti del dipartimento di architettura, design e urbanistica di Alghero, saranno coinvolti in attività di rilievo, ricerca e documentazione del patrimonio produttivo della cittadina.

Si apre così un nuovo percorso di attenzione scientifica e accademica intorno al patrimonio industriale storico di Macomer. Francesco Albano, erede della storica famiglia di casari,  promotore dell'iniziativa di conoscenza, salvaguardia e valorizzazione della vecchia zona industriale della città, ha incontrato   Bruno Billeci e Maria Dessì, docenti del dipartimento di architettura, design e urbanistica della sede di Alghero dell'università di Sassari.

Al centro dell'incontro vi è l'ex Caseificio Albano, oltre l'intero quartiere industriale storico di Macomer, considerato un ambito di particolare interesse per la ricerca, la didattica universitaria e lo studio delle tecniche di conservazione e recupero del patrimonio architettonico produttivo.

C'è attenzione anche per gli altri ex stabilimenti caseari, Bozzano, Dalmasso e Società Romana e, successivamente, al patrimonio ferroviario dell'Arst e alla stazione di Macomer, testimonianza della funzione strategica esercitata dalla città come nodo logistico, industriale e commerciale della Sardegna. 

L'iniziativa si affianca all'interesse già maturato nell'ambito della ricerca scientifica nazionale. A tal proposito  Stefania Ecchia, dell'Università di Salerno, coordinatrice del progetto di ricerca Prin Hybrid, dedicato al patrimonio industriale delle aree interne, ha visitato alcuni dei luoghi più rappresentativi del comparto macomerese.

È stato quindi fissato un incontro tra Stefania Ecchia e il sindaco, Riccardo Uda, dove all'amministrazione comunale saranno illustrati i contenuti e obiettivi del progetto di ricerca. I prossimi passaggi riguarderanno l'avvio delle attività di ricognizione e documentazione, l'esame del materiale archivistico disponibile e il coinvolgimento degli studenti nei programmi di studio e ricerca.

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