L’anticipazione arriva dal presidente della Quinta commissione Antonio Solinas (Pd), con la conferma che si inizierà con l’audizione dei comitati. La Pratobello24 sarà discussa in seduta congiunta dalle commissioni Quarta (Energia e Industria) e Quinta (Urbanistica) mercoledì 4 marzo alle 10,30. E in Sardegna si leva un messaggio di condivisione: «Quando 211mila sardi firmano una proposta di legge, la politica non può limitarsi a prenderne atto». Dopo gli enti locali, anche i sindacati fanno sentire la loro voce.

I sindacati. Per il segretario della Cgil Sardegna Fausto Durante, «la possibilità di raccogliere le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare è un importante strumento della democrazia ed è importante che venga applicato, rispettato e reso esigibile. Questo deve valere sempre, a prescindere dalle valutazioni di ciascuno sul merito». Pier Luigi Ledda, leader della Cisl, rimarca: «Il tema energetico è strategico. La transizione non può essere subita né guidata da logiche speculative, ma governata con un quadro regionale chiaro, aggiornando il piano energetico regionale e rafforzando il ruolo autorizzativo della Regione». Quindi la segretaria della Uil sarda Fulvia Murru: «Con 211mila firme siamo di fronte a una vera voce collettiva della Sardegna. Riteniamo corretto che il Consiglio regionale analizzi e discuta nel merito questa proposta di legge, garantendo un confronto serio, trasparente e senza pregiudizi».

Le associazioni

Anche le associazioni di categoria battono un colpo. Roberto Bolognese, presidente regionale di Confesercenti punta sulle Cer, Comunità Energetiche Rinnovabili: «Dobbiamo passare dal grande impianto speculativo alla produzione diffusa. Non più distese di pannelli in mano a multinazionali, ma impianti fotovoltaici sui tetti di capannoni industriali, parcheggi e aree degradate, gestiti dalle imprese e dai cittadini locali. L'energia viene prodotta e consumata sul posto, abbattendo i costi di rete e le perdite di trasporto, garantendo alle piccole e medie imprese sarde prezzi stabili e bassi». Francesco Porcu, segretario della Cna sarda, aggiunge: «C’è tanto territorio a disposizione, a cominciare dai siti industriali dismessi. E poi, per venire incontro alle imprese, bisognerebbe autorizzare gli impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni».

Pili oggi al Thotel

Intanto oggi alle 17.30 al T Hotel di Cagliari conferenza del Comitato Libera Karalis con Mauro Pili sul tema "Pratobello 2026 - la nuova frontiera per la difesa della Sardegna". «La Legge Pratobello 2024, sottoscritta da 210.729 sardi, è la più imponente iniziativa popolare della storia della Sardegna, mai tanti sardi avevano condiviso una proposta organica per il futuro della nostra terra», è scritto nella presentazione della conferenza. «Pratobello 24 è un patrimonio che va salvaguardato ad ogni costo, senza farsi ingannare da una Giunta regionale che si è mostrata inadeguata e incapace di qualsiasi proposta seria e concreta». Lo scenario paventato dagli organizzatori non è positivo: «Ora vorrebbero affossare la Legge Pratobello con una fasulla discussione in Consiglio, non tenendo conto del fatto che lo Stato, approfittando del vergognoso vuoto normativo creato dalla Giunta regionale, ha approvato una legge-truffa che costituisce de facto una variante urbanistica sul territorio sardo, decidendo sulla nostra testa ben 370mila ettari, forse più, di aree idonee».

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