30 aprile 2011 alle 09:58aggiornato il 30 aprile 2011 alle 09:58
La lunga corsa di Rita AngotziDa Seul a Bergen continua a vincere
Nella seconda metà degli anni Ottanta era una stella dell'atletica italiana, oggi fa la ricercatrice nel dipartimento di biologia all'Università di Bergen, dove vive da dieci anni. LEGGI L'INTERVISTA COMPLETA DI PATRIZIA MOCCI SU L'UNIONE SARDA.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Anna Rita Angotzi, oristanese, classe 1967, è stata la prima sarda a prendere parte a un Mondiale: la velocista venne infatti convocata per "Roma 1987", e raggiunse poi il top l'anno successivo con la partecipazione alle Olimpiadi di Seul. La Angotzi detiene ancora due record sardi, quello dei 100 (11"36) e quello dei 200 (23"33).
Come è nata l'idea di trasferirsi in Norvegia?
«Le ragioni sono legate al mio lavoro. Dopo aver vissuto e lavorato per un anno presso il S. George Hospital di Londra, un freddo pomeriggio di novembre sono arrivata a Bergen con mio marito Lucio, anche lui ricercatore. In tasca un contratto quadriennale per il dottorato di ricerca: lui in acustica marina, io in biologia molecolare presso il Sars, un centro di eccellenza mondiale per la ricerca scientifica in biologia molecolare marina. Dopo tante incertezze, per la prima volta ci sentivamo liberi di svolgere il nostro lavoro lontani dalle logiche di clientelismo e nepotismo note ai tantissimi colleghi che non hanno avuto l'opportunità di lasciare l'Italia».© Riproduzione riservata
